<?xml version="1.0" encoding="utf-8"?><?xml-stylesheet type='text/xsl' href='http://arthistoriangerpec.spaces.live.com/mmm2008-05-17_13.22/rsspretty.aspx?rssquery=en-US;http%3a%2f%2farthistoriangerpec.spaces.live.com%2ffeed.rss' version='1.0'?><rss version="2.0" xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/" xmlns:msn="http://schemas.microsoft.com/msn/spaces/2005/rss" xmlns:live="http://schemas.microsoft.com/live/spaces/2006/rss" xmlns:dcterms="http://purl.org/dc/terms/" xmlns:cf="http://www.microsoft.com/schemas/rss/core/2005" xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"><channel><title>Gerardo Pecci, Storico e critico d'arte</title><description>Riflessioni in libertà: la storia dell'arte è sempre storia del pensiero critico</description><link>http://arthistoriangerpec.spaces.live.com/</link><language>en-US</language><pubDate>Tue, 01 Jul 2008 22:40:03 GMT</pubDate><lastBuildDate>Tue, 01 Jul 2008 22:40:03 GMT</lastBuildDate><generator>Microsoft Spaces v1.1</generator><docs>http://www.rssboard.org/rss-specification</docs><ttl>60</ttl><live:identity><live:id>-7260975061970607431</live:id><live:alias>arthistoriangerpec</live:alias></live:identity><image><title>Gerardo Pecci, Storico e critico d'arte</title><url>http://byfiles.storage.live.com/y1pX12lztijAFRiIzcmJp7spehJ5Qms-3T_1MaI8l-1gV6XUVeI8chUugkUPgXETQ-e</url><link>http://arthistoriangerpec.spaces.live.com/</link></image><cf:listinfo><cf:group ns="http://schemas.microsoft.com/live/spaces/2006/rss" element="typelabel" label="Type" /><cf:group ns="http://schemas.microsoft.com/live/spaces/2006/rss" element="tag" label="Tag" /><cf:group element="category" label="Category" /><cf:sort element="pubDate" label="Date" data-type="date" default="true" /><cf:sort element="title" label="Title" data-type="string" /><cf:sort ns="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/" element="comments" label="Comments" data-type="number" /></cf:listinfo><item><title>LA PITTURA DI TIBERIO GRACCO</title><link>http://arthistoriangerpec.spaces.live.com/Blog/cns!9B3BD5A6C445A2B9!835.entry</link><description>&lt;div&gt;
&lt;p style="margin:0cm 0cm 10pt;line-height:150%;text-align:center" align=center&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-size:12pt;color:red;line-height:150%;font-family:'Arial','sans-serif'"&gt;VERITA’ DELLA VITA E L’INTENSITA’ DELL’ESISTENZA NELLA PITTURA DI TIBERIO GRACCO&lt;br&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-size:10pt;color:red;line-height:150%;font-family:'Arial','sans-serif'"&gt;Testo critico di Gerardo Pecci&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-size:12pt;color:red;line-height:150%;font-family:'Arial','sans-serif'"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span style="font-size:12pt;color:red;line-height:150%;font-family:'Verdana','sans-serif'"&gt;&lt;/span&gt;
&lt;div align=center&gt;
&lt;table style="width:487.5pt" cellspacing=0 cellpadding=0 width=650 border=0&gt;
&lt;tbody&gt;
&lt;tr&gt;
&lt;td style="border-right:#ece9d8;padding-right:0cm;border-top:#ece9d8;padding-left:0cm;padding-bottom:0cm;border-left:#ece9d8;width:75pt;padding-top:0cm;border-bottom:#ece9d8;background-color:transparent" width=100&gt;
&lt;p style="margin:0cm 0cm 0pt;line-height:150%;text-align:justify"&gt;&lt;span style="font-size:6pt;color:#868686;line-height:150%;font-family:'Verdana','sans-serif'"&gt; &lt;/span&gt; 
&lt;td style="border-right:#ece9d8;padding-right:0cm;border-top:#ece9d8;padding-left:0cm;padding-bottom:0cm;border-left:#ece9d8;width:337.5pt;padding-top:0cm;border-bottom:#ece9d8;background-color:transparent" valign=top width=450&gt;
&lt;p style="margin:6.1pt 0cm;line-height:150%;text-align:justify"&gt;&lt;span style="font-size:8pt;line-height:150%;font-family:'Georgia','serif'"&gt;&lt;font color="#000000"&gt;&lt;font size=3&gt;L’uomo. La vita. Il mistero dell’esistenza e il senso dell’arte: sono queste le coordinate entro cui s’inserisce la produzione artistica, pittorica, di Tiberio Gracco. La sua pittura, corposa, “materica”, fortemente espressiva e incisiva, scava nello sguardo dell’esistenza umana alla ricerca di un’ancestralità che è fonte di conoscenza e di curiosità, di emozioni e sensazioni forti. I colori puri, pieni, corposi, sottolineano la forza del vivere, un mondo colorato primordiale da cui partono, e ripartono, le riflessioni sul nostro vivere quotidiano: è un’Io creativo, originario e originale, uno sguardo curioso, acuto e penetrante, che osserva il mondo e l’uomo per quello che sono. La figura umana non a caso è soggetto preferito dall’artista, è l’essere pensante in simbiotica lotta con la Natura, di cui egli stesso è parte integrante; ma è una lotta alla conquista di modi di vita, di emozioni, di voglia di essere e di fare, di affermare la propria volontà e il proprio spazio. Le forme ovoidali e allungate delle teste degli esseri umani rappresentati da Gracco non sono solo un “omaggio” all’uomo “faber”, o a forme d’arte “primitiva”, ma vogliono sottolineare idealmente lo sforzo che ciascuno compie per meglio definire il proprio mondo, per un’umanità pensante e agente nel tempo e nella storia. E’ l’essere umano, nudo, che si mette a confronto con i problemi quotidiani, con un mondo che non lascia alcuna tregua e/o spazio al nulla, ma crea se stesso, la propria vita, è artefice con il pensiero e con l’azione del proprio destino, sempre in cerca di nuovi orizzonti da raggiungere, mai soddisfatto di quello che si è se non in funzione della costruzione di un futuro da protagonista assoluto dell’universo, della storia, e lo rende padrone del tempo. L’arte di Tiberio Gracco è perciò un’arte pensante, agente, che costringe alla riflessione. I suoi colori puri, gravidi e carichi di pensiero, sono il medium attraverso cui l’artista pensa il mondo e lo rappresenta. Anche gli occhi chiusi delle sue figure prefigurano un mondo immaginato, che però può diventare realtà, deve diventare realtà. Non è un chiudersi in se stessi, ma un aprirsi alla riflessione, al pensiero pensante, al pensiero agente, al pensiero come progetto dell’esistenza, quindi si tratta di occhi che sanno e vogliono guardare al di là delle apparenze, al di là delle bende dell’effimero, del contingente, dei falsi miti e riti della nostra martoriata contemporaneità, per trovare e costruire un mondo diverso, più vero e più umano. Il suo è un percorso ventennale sulle ali del pensiero e dell’esistenza dell’uomo, una pittura che vibra di colori, con grumi e atomi colorati, ma sono grumi e atomi che racchiudono la verità dell’umanità, l’essenza vera e infinitesimale che ci riporta alle origini della stessa vita, cercando di coglierne l’alito primordiale che ha dato origine all’Universo. I suoi corpi e i suoi volti non sono misteriosi, ma sono il segno vivo di un mondo in cui ogni gesto, anche il minimo, è prepotentemente la firma di un attimo di vita che pulsa, vibra, interagisce con l’universalità di ogni individua esistenza. E la più recente produzione pittorica non a caso è rivolta proprio al pensiero come fonte progettuale della realtà umana, alla donna e all’Universo stellato. Sono “topos” ricorrenti che fanno parte della storia dell’umanità, che però vengono qui trasfigurati e presentati da Tiberio con forme nuove e rinnovate azioni pittoriche; invitano gli uomini ad essere protagonisti della storia, ad essere persone vive e non semplici burattini. Le sue donne ritratte, vibranti di vita, dallo sguardo penetrante e intenso, dai volumi ben solidi e reali, sono la rappresentazione del mistero divino della Maternità in potenza e in atto, accolgono l’uomo e danno vita all’uomo, all’Umanità. Sono donne che racchiudono in sé il senso della vita, dell’amore, con tutta la vasta gamma di sentimenti ed emozioni che ognuno di noi porta con sé fin dal concepimento. E’ un omaggio alle verità dell’esistenza, all’intensità delle emozioni. Non sono donne in “posa”, ma donne che guardano e ci guardano, che ci fissano nella loro bellezza, che ci invitano ad amare, a vivere ancora più intensamente la totalità della nostra esistenza. Possono essere anche “collezioniste” di uomini, ma nei loro sguardi vi è pur sempre, ancora una volta, il mistero della vita che diventa fascino dell’esistenza, invito a pensare e ad amare. Le forme dell’arte, delle cose e delle persone ritratte da Tiberio sono essenziali, geometricamente definite nei volumi e negli spazi, prive di sfumature e commistioni di colori perché quello che conta è la purezza, l’essenzialità. Si tratta di un vocabolario visivo tutto incentrato su colori primari e su volumi geometrici chiari e definiti, indice di grande attenzione progettuale verso il mondo: una proposta pittorica che vuole mettere in risalto la verità e non quello che si cela negli oscuri meandri del non essere. &lt;/font&gt;&lt;/font&gt;&lt;/span&gt;
&lt;p&gt;&lt;span style="font-size:8pt;line-height:150%;font-family:'Georgia','serif'"&gt;&lt;font color="#000000"&gt;&lt;font size=3&gt;&lt;/font&gt;&lt;/font&gt;&lt;/span&gt; 
&lt;p&gt;&lt;span style="font-size:8pt;line-height:150%;font-family:'Georgia','serif'"&gt;&lt;font color="#000000"&gt;&lt;font size=3&gt;Fonte: sito di Tiberio Gracco.
&lt;p style="margin:6.1pt 0cm;line-height:150%;text-align:justify"&gt;&lt;br&gt;&lt;/font&gt; &lt;/font&gt;&lt;/span&gt; 
&lt;td style="border-right:#ece9d8;padding-right:0cm;border-top:#ece9d8;padding-left:0cm;padding-bottom:0cm;border-left:#ece9d8;width:75pt;padding-top:0cm;border-bottom:#ece9d8;background-color:transparent" width=100&gt;
&lt;p style="margin:0cm 0cm 0pt;line-height:150%;text-align:justify"&gt;&lt;span style="font-size:8pt;line-height:150%;font-family:'Georgia','serif'"&gt;&lt;font color="#000000"&gt; &lt;/font&gt;&lt;/span&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://c.services.spaces.live.com/CollectionWebService/c.gif?cid=-7260975061970607431&amp;page=RSS%3a+LA+PITTURA+DI+TIBERIO+GRACCO&amp;referrer=" width="1px" height="1px" border="0" alt=""&gt;&lt;img style="position:absolute" alt="" width="0px" height="0px" src="http://c.live.com/c.gif?NC=31263&amp;amp;NA=1149&amp;amp;PI=73329&amp;amp;RF=&amp;amp;DI=3919&amp;amp;PS=85545&amp;amp;TP=arthistoriangerpec.spaces.live.com&amp;amp;GT1=arthistoriangerpec"&gt;</description><comments>http://arthistoriangerpec.spaces.live.com/Blog/cns!9B3BD5A6C445A2B9!835.entry#comment</comments><guid isPermaLink="true">http://arthistoriangerpec.spaces.live.com/Blog/cns!9B3BD5A6C445A2B9!835.entry</guid><pubDate>Sat, 28 Jun 2008 16:49:44 GMT</pubDate><slash:comments>0</slash:comments><msn:type>blogentry</msn:type><live:type>blogentry</live:type><live:typelabel>Blog entry</live:typelabel><wfw:commentRss>http://arthistoriangerpec.spaces.live.com/blog/cns!9B3BD5A6C445A2B9!835/comments/feed.rss</wfw:commentRss><wfw:comment>http://arthistoriangerpec.spaces.live.com/Blog/cns!9B3BD5A6C445A2B9!835.entry#comment</wfw:comment><dcterms:modified>2008-06-28T16:54:31Z</dcterms:modified></item><item><title>L'arte si fa vita</title><link>http://arthistoriangerpec.spaces.live.com/Blog/cns!9B3BD5A6C445A2B9!832.entry</link><description>&lt;div&gt;
&lt;h3&gt;&lt;font color="#800000" size=4&gt;L’arte si fa vita&lt;/font&gt;&lt;/h3&gt;
&lt;div style="line-height:normal" align=justify&gt;&lt;span style="font-size:10pt"&gt;&lt;font color="#993300" size=4&gt;Sono profondamente delusa dall’ arte che ci gira intorno. Magari è solo pregiudizio, magari è arroganza nel giudicare la corrente contemporanea solo attraverso un gusto soggettivo.&lt;/font&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="line-height:normal" align=justify&gt;&lt;span style="font-size:10pt"&gt;&lt;font color="#993300" size=4&gt;                                                             &amp;quot;l’ arte si fa vita&amp;quot;.&lt;/font&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="line-height:normal" align=justify&gt;&lt;span style="font-size:10pt"&gt;&lt;font color="#993300" size=4&gt;Questo, a quanto pare, dalle lezioni che sto seguendo all’ università, è il concetto basilare, lo snodo principale dell’ arte contemporanea. &amp;quot;L’ arte si fa vita&amp;quot; nel senso che attinge alla misura contingente delle cose, è un’ arte che spoglia se stessa da regole, da concetti precostituiti, l’arte che si identifica con il quotidiano, con tutto ciò che fino ad oggi c’è sempre stato ma privo dell’ autorizzazione a definirsi opera d’ arte. Perciò non ha importanza se si tratti di un orinatoio o di detersivi, che si esponga un museo vuoto o che si componga una melodia priva di note. L’arte non ha altro scopo che rinnegare i vecchi valori, che perdere ogni possibile senso. L’arte di oggi vuole fermamente essere &amp;quot;anti-culturale.&lt;/font&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="line-height:normal" align=justify&gt;&lt;span style="font-size:10pt"&gt;&lt;font color="#993300" size=4&gt;Dunque appare bizzarra, spesso scandalosa e oscena, ma soprattutto &amp;quot;ciarlatana&amp;quot;. essa è un’ arte dove non serve più saper fare meglio d’ altri ma il saper far peggio, il trovare un invenzione, l’arrivare per primo al monopolio di un invenzione.&lt;/font&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="line-height:normal" align=justify&gt;&lt;span style="font-size:10pt"&gt;&lt;font color="#993300" size=4&gt;Eppure mi domando: se è questa la filosofia cucita &amp;quot;ad arte&amp;quot; dai critici per analizzare il mondo contemporaneo nei suoi,talvolta ridicoli aspetti (scusate la presunzione),che valore assume in tutto ciò il talento artistico?&lt;/font&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="line-height:normal" align=justify&gt;&lt;span style="font-size:10pt"&gt;&lt;font color="#993300" size=4&gt;Se diventa essenziale il non saper fare, la &amp;quot;vena dilettantistica&amp;quot;,se il disegno e la tecnica artistica non sono più parametri di giudizio della bravura, a cosa serve studiare?&lt;/font&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="line-height:normal" align=justify&gt;&lt;span style="font-size:10pt"&gt;&lt;font color="#993300" size=4&gt;Se non esiste più un bello oggettivo, universale, ma tutto e niente, a cura di illuminati critici, diviene arte o resta banalmente ruota di bicicletta, orinatoio, forchetta, nessuno essere potrà più sentirsi spontaneamente un artista e nessuno spettatore sarà più in grado di apprezzare o meno ciò che ammira.&lt;/font&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="line-height:normal" align=justify&gt;&lt;span style="font-size:10pt"&gt;&lt;font color="#993300" size=4&gt;Io mi domando: se il concetto attuale di arte è questo, come è possibile definire ciò che esibiscono tutti quelli che credono ancora nel talento, che abilmente riescono dove altri si fermano, che vedono oltre la cecità del mondo, che faticano e sudano dietro un’ esperienza creativa?&lt;/font&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="line-height:normal" align=justify&gt;&lt;span style="font-size:10pt"&gt;&lt;font color="#993300" size=4&gt;Sono ancora questi artisti o, come vogliono farci credere,solo artigiani?&lt;/font&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="line-height:normal" align=justify&gt;&lt;font color="#993300" size=4&gt; &lt;/font&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="line-height:normal" align=justify&gt;&lt;span style="font-size:10pt"&gt;&lt;font color="#993300" size=4&gt;                                                                                                                                                   &lt;/font&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="line-height:normal" align=justify&gt;&lt;span style="font-size:10pt"&gt;&lt;font color="#993300" size=4&gt;Jessica Perna&lt;/font&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="line-height:normal" align=justify&gt;&lt;span style="font-size:10pt"&gt;&lt;font color="#993300" size=4&gt;&lt;/font&gt;&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;
&lt;div style="line-height:normal" align=justify&gt;&lt;span style="font-size:10pt"&gt;&lt;font color="#993300" size=4&gt;&lt;/font&gt;&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;
&lt;div style="line-height:normal" align=justify&gt;&lt;span style="font-size:10pt"&gt;&lt;font color="#993300"&gt;Fonte: dal sito dell'artista Aniello Scotto&lt;/font&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://c.services.spaces.live.com/CollectionWebService/c.gif?cid=-7260975061970607431&amp;page=RSS%3a+L'arte+si+fa+vita&amp;referrer=" width="1px" height="1px" border="0" alt=""&gt;&lt;img style="position:absolute" alt="" width="0px" height="0px" src="http://c.live.com/c.gif?NC=31263&amp;amp;NA=1149&amp;amp;PI=73329&amp;amp;RF=&amp;amp;DI=3919&amp;amp;PS=85545&amp;amp;TP=arthistoriangerpec.spaces.live.com&amp;amp;GT1=arthistoriangerpec"&gt;</description><comments>http://arthistoriangerpec.spaces.live.com/Blog/cns!9B3BD5A6C445A2B9!832.entry#comment</comments><guid isPermaLink="true">http://arthistoriangerpec.spaces.live.com/Blog/cns!9B3BD5A6C445A2B9!832.entry</guid><pubDate>Sat, 28 Jun 2008 11:04:47 GMT</pubDate><slash:comments>0</slash:comments><msn:type>blogentry</msn:type><live:type>blogentry</live:type><live:typelabel>Blog entry</live:typelabel><wfw:commentRss>http://arthistoriangerpec.spaces.live.com/blog/cns!9B3BD5A6C445A2B9!832/comments/feed.rss</wfw:commentRss><wfw:comment>http://arthistoriangerpec.spaces.live.com/Blog/cns!9B3BD5A6C445A2B9!832.entry#comment</wfw:comment><dcterms:modified>2008-06-28T11:07:30Z</dcterms:modified></item><item><title>MOSTRA D'ARTE: PAESTUM ARTE 2008  1/30 LUGLIO 2008</title><link>http://arthistoriangerpec.spaces.live.com/Blog/cns!9B3BD5A6C445A2B9!790.entry</link><description>&lt;div&gt;
&lt;p style="margin:0cm 0cm 0pt;text-align:center" align=center&gt;&lt;span style="color:black"&gt;&lt;br&gt;&lt;font face="Times New Roman" size=3&gt;  
&lt;p style="margin:0cm 0cm 0pt;text-align:center" align=center&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-size:22pt;color:#003300"&gt;&lt;font color="#ff0000"&gt;PAESTUM ARTE 2008 – 1/30 LUGLIO 2008&lt;/font&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt; 
&lt;p style="margin:0cm 0cm 0pt;text-align:center" align=center&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-size:16pt;color:#003300"&gt;&lt;font color="#0070c0"&gt;AREA ARCHEOLOGICA DI POSEIDONIA – PAESTUM&lt;span&gt;  &lt;/span&gt;(SA)&lt;/font&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt; 
&lt;p style="margin:0cm 0cm 0pt;text-align:center" align=center&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-size:13.5pt;color:#003300"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/b&gt; 
&lt;p style="margin:0cm 0cm 0pt;text-align:center" align=center&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-size:13.5pt;color:#003300"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/b&gt; 
&lt;p style="margin:0cm 0cm 0pt;text-align:justify"&gt;&lt;span style="font-size:14pt;color:#003300"&gt;Nell’incantevole scenario dell’area archeologica di Poseidonia-Paestum la Galleria TUTTARTE e l’Associazione SHUNT, con il patrocinio dell’Azienda Autonoma Soggiorno e Turismo di Paestum e del Comune di Capaccio (Salerno), presentano le mostre “I MAESTRI DELLA LUCE”.&lt;/span&gt; 
&lt;p style="margin:0cm 0cm 0pt;text-align:justify"&gt;&lt;span style="font-size:14pt;color:#003300"&gt; &lt;/span&gt; 
&lt;p style="margin:0cm 0cm 0pt;text-align:justify"&gt;&lt;span style="font-size:14pt;color:#003300"&gt;L’evento culturale e artistico PAESTUM ARTE 2008 sarà presentato dallo storico e critico dell’arte Gerardo Pecci. Interverranno il Maestro Bruno Bambacaro e la Dott.ssa Marisa Prearo. &lt;/span&gt;
&lt;p style="margin:0cm 0cm 0pt;text-align:justify"&gt;&lt;span style="font-size:14pt;color:#003300"&gt;La prima mostra d’arte, che si svolgerà dal 1 al 15 luglio 2008, sarà dedicata alla personale di pittura dell’artista fiorentino Sergio Nardoni. La mostra sarà inaugurata il 1 luglio 2008 alle ore 21:00. Sarà presente l’artista. La cura critica e i testi in catalogo sono di Gerardo Pecci.&lt;/span&gt; 
&lt;p style="margin:0cm 0cm 0pt;text-align:justify"&gt;&lt;span style="font-size:14pt;color:#003300"&gt; &lt;/span&gt; 
&lt;div align=center&gt;
&lt;table style="width:95%;border-collapse:collapse" cellspacing=0 cellpadding=0 width="95%" border=0&gt;
&lt;tbody&gt;
&lt;tr&gt;
&lt;td style="border-right:#ece9d8;padding-right:0cm;border-top:#ece9d8;padding-left:0cm;padding-bottom:0cm;border-left:#ece9d8;width:100%;padding-top:0cm;border-bottom:#ece9d8;background-color:transparent" width="100%"&gt;
&lt;p style="margin:0cm 0cm 0pt;text-align:justify"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-size:10pt;color:#003300;font-family:Verdana"&gt;Sergio Nardoni lavora a Firenze, dove è nato nel 1947. Talento precoce, disegna fin da bambino e nonostante la famiglia lo volesse continuatore nella conduzione della piccola azienda paterna, si iscrive all'Accademia, dopo studi assai disordinati e la pratica di molti mestieri. Allievo di Loffredo e Manfredi risente   inizialmente   del clima concettuale che comincia a diffondersi in Italia alla fine degli anni Settanta, ma è subito attratto da altre esperienze. Conosce Bueno, frequenta Annigoni, che in occasione della sua prima mostra, tra l'altro gli scrive: &amp;quot;…. Vedo evidenti, nel Suo operare, un impegno e una tenacia particolari che lo porteranno lontano ….&amp;quot;. Intanto   l'incontro   e l'amicizia con Mariuccia  Carena, la vedova del  grande Felice   Carena,    lo   immette nell'ambiente artistico toscano e versiliese (Treccani, Faraoni, De Grada). Sue opere si trovano nel Museo Nazionale del Bargello a Firenze, nelle Collezioni Pontificie della Città del Vaticano e nel costituendo Museo d'Arte Contemporanea del Comune di Firenze. Nel 2002 ha realizzato un importante ciclo pittorico sull'arcone absidale del quattrocentesco Duomo di San Miniato (PI).&lt;/span&gt;&lt;/b&gt; 
&lt;p style="margin:0cm 0cm 0pt;text-align:justify"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-size:10pt;color:#003300;font-family:Verdana"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;  
&lt;p style="margin:0cm 0cm 0pt;text-align:justify"&gt;&lt;span style="font-size:14pt;color:#003300"&gt;La seconda mostra d’arte, che si svolgerà dal 16 al 30 luglio 2008, sarà dedicata alla personale di pittura dell’artista mantovano Claudio Malacarne. La mostra sarà inaugurata il 16 luglio 2008 alle ore 21:00. Sarà presente l’artista. La cura critica e i testi in catalogo sono di Gerardo Pecci.&lt;/span&gt; 
&lt;p style="margin:0cm 0cm 0pt;text-align:justify"&gt;&lt;span style="font-size:14pt;color:#003300"&gt;&lt;/span&gt;  
&lt;p style="margin:0cm 0cm 0pt;text-align:justify"&gt;&lt;span style="font-size:14pt;color:#003300"&gt;&lt;span style="font-size:10pt;color:#003300;font-family:Verdana"&gt;&lt;strong&gt;Claudio Malacarne è nato a Mantova nel 1956. Giovanissimo si scopre pittore eseguendo   i    primi dipinti all'età di 14 anni. Nel corso degli anni ha frequentato lo studio del maestro Enrico Longfils con metodica applicazione, riuscendo a maturare quella sua ricerca pittorica che lo annovera tra i più fecondi coloristi del nostro tempo.  Vive e lavora a Soave Porto Mantovano, in provincia di Mantova. Le sue grandi tele si impongono all'attenzione di tutti principalmente per la loro dirompente forza cromatica, alimentata da un continuo gioco ritmico dei colori. Le sue pennellate corpose, stese sulla tela con ampia azione gestuale, evidenziano una impaginazione vigorosa,  di  notevole  comunicatività.&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; 
&lt;p style="margin:0cm 0cm 0pt;text-align:justify"&gt;&lt;span style="color:black"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;/div&gt;
&lt;p style="margin:0cm 0cm 0pt;text-align:center" align=center&gt;&lt;br&gt;&lt;/font&gt;&lt;/span&gt;  
&lt;div align=center&gt; &lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://c.services.spaces.live.com/CollectionWebService/c.gif?cid=-7260975061970607431&amp;page=RSS%3a+MOSTRA+D'ARTE%3a+PAESTUM+ARTE+2008++1%2f30+LUGLIO+2008&amp;referrer=" width="1px" height="1px" border="0" alt=""&gt;&lt;img style="position:absolute" alt="" width="0px" height="0px" src="http://c.live.com/c.gif?NC=31263&amp;amp;NA=1149&amp;amp;PI=73329&amp;amp;RF=&amp;amp;DI=3919&amp;amp;PS=85545&amp;amp;TP=arthistoriangerpec.spaces.live.com&amp;amp;GT1=arthistoriangerpec"&gt;</description><comments>http://arthistoriangerpec.spaces.live.com/Blog/cns!9B3BD5A6C445A2B9!790.entry#comment</comments><guid isPermaLink="true">http://arthistoriangerpec.spaces.live.com/Blog/cns!9B3BD5A6C445A2B9!790.entry</guid><pubDate>Sat, 14 Jun 2008 12:31:13 GMT</pubDate><slash:comments>1</slash:comments><msn:type>blogentry</msn:type><live:type>blogentry</live:type><live:typelabel>Blog entry</live:typelabel><wfw:commentRss>http://arthistoriangerpec.spaces.live.com/blog/cns!9B3BD5A6C445A2B9!790/comments/feed.rss</wfw:commentRss><wfw:comment>http://arthistoriangerpec.spaces.live.com/Blog/cns!9B3BD5A6C445A2B9!790.entry#comment</wfw:comment><dcterms:modified>2008-07-01T08:05:03Z</dcterms:modified></item><item><title>Mostra d'arte LEX-ICON articolo dal sito  www.informarte.org</title><link>http://arthistoriangerpec.spaces.live.com/Blog/cns!9B3BD5A6C445A2B9!788.entry</link><description>&lt;div&gt;&lt;strong&gt;Dal 10 al 25 giugno 2008&lt;br&gt;&lt;/strong&gt;&lt;i&gt;Salerno, Palazzo Genovese&lt;/i&gt;&lt;br&gt;&lt;br&gt;A Salerno si è aperta nel pomeriggio del 10 giugno 2008, la mostra LEX-ICON DIRITTO DI UN'IMMAGINE che vuole riflettere, e far riflettere, sul ruolo etico dell'arte nella società. L'evento è stato patrocinato dall'AIDO, Associazione Italiana per la Donazione di Organi, Tessuti e Cellule, all'interno di una capillare campagna di sensibilizzazione della gente verso il problema della donazione degli organi umani. Esso è stato altresì patrocinato dalla Provincia di Salerno e dal Comune di Salerno. Negli spazi espositivi di Palazzo Genovese sono esposte le opere degli artisti Aurora Cubicciotti, Giovanbattista De Angelis e Donato Linzalata.&lt;br&gt;&lt;br&gt;&lt;br&gt;&lt;br&gt;All'inaugurazione della mostra ha partecipato anche il Prof. Aniello Scotto, docente presso l'Accademia di Belle Arti di Napoli, che non ha mancato di sottolineare la grande qualità delle opere esposte e soprattutto i fini umanitari della mostra, in favore di un'etica artistica che possa essere sempre più aderente ai bisogni della vita e rispondere all'appello di chi soffre. Anche il prof. Antonio Tateo, dell'Università di Salerno, ha sottolineato la grande importanza della mostra, sia sotto il profilo umanitario che artistico, per l'alta qualità delle opere esposte e per l'impegno umano nel sociale degli artisti presenti. Il catalogo delle opere degli artisti Cubicciotti, De Angelis e Linzalata si apre con le presentazioni del Sen. Francesco Cossiga, già Presidente della &lt;img alt=" " hspace=5 src="http://www.informarte.org/immagini/2008/icon.jpg" align=left vspace=5 border=1&gt;Repubblica, di Vincenzo Passarelli, Presidente A.I.D.O. Nazionale, di Antonio De Sio, Presidente Provinciale A.I.D.O. di Salerno. Seguono poi gli interventi dei critici d'arte Gerardo Pecci e Marco Di Capua, dello storico Maurizio Ulino, di Ferruccio Massimi e il testo dell'artista Aurora Cubicciotti.&lt;br&gt;La mostra resterà aperta fino al 25 giugno negli spazi espositivi di Palazzo Genovese, nel centro storico di Salerno, sia di mattina che di pomeriggio dalle 17:00 alle 21:00. Con l'occasione sarà presente negli spazi espositivi della mostra d'arte anche una delegazione dell'A.I.D.O. a disposizione di chi volesse spontaneamente aderire in qualità di Socio, per un atto di amore e carità di grande rilevanza umana e sociale. &amp;quot;Si spera con questo avvenimento non solo di sensibilizzare tanti cuori ma anche di scuotere la mano di tanti artisti e fare in modo che l'arte ritorni ad avere uno scopo, una funzione sociale, che ritorni ad essere parola viva, voce che fissa in un'immagine diventa azione, diventi vita, salvi la vita!&amp;quot; (A. Cubicciotti) La mostra sarà itinerante e toccherà, dopo Salerno, molte città d'Italia: un'occasione da non perdere per tutti coloro che amano l'arte, non solo a parole, e che vorranno iscriversi all'A.I.D.O. con un atto di coraggio, dignità e amore vero.&lt;/div&gt;
&lt;div&gt; &lt;/div&gt;
&lt;div&gt;Fonte: &lt;a href="http://www.informarte.org/"&gt;www.informarte.org&lt;/a&gt;&lt;br&gt;&lt;br&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://c.services.spaces.live.com/CollectionWebService/c.gif?cid=-7260975061970607431&amp;page=RSS%3a+Mostra+d'arte+LEX-ICON+articolo+dal+sito++www.informarte.org&amp;referrer=" width="1px" height="1px" border="0" alt=""&gt;&lt;img style="position:absolute" alt="" width="0px" height="0px" src="http://c.live.com/c.gif?NC=31263&amp;amp;NA=1149&amp;amp;PI=73329&amp;amp;RF=&amp;amp;DI=3919&amp;amp;PS=85545&amp;amp;TP=arthistoriangerpec.spaces.live.com&amp;amp;GT1=arthistoriangerpec"&gt;</description><comments>http://arthistoriangerpec.spaces.live.com/Blog/cns!9B3BD5A6C445A2B9!788.entry#comment</comments><guid isPermaLink="true">http://arthistoriangerpec.spaces.live.com/Blog/cns!9B3BD5A6C445A2B9!788.entry</guid><pubDate>Thu, 12 Jun 2008 18:52:35 GMT</pubDate><slash:comments>0</slash:comments><msn:type>blogentry</msn:type><live:type>blogentry</live:type><live:typelabel>Blog entry</live:typelabel><wfw:commentRss>http://arthistoriangerpec.spaces.live.com/blog/cns!9B3BD5A6C445A2B9!788/comments/feed.rss</wfw:commentRss><wfw:comment>http://arthistoriangerpec.spaces.live.com/Blog/cns!9B3BD5A6C445A2B9!788.entry#comment</wfw:comment><dcterms:modified>2008-06-13T18:19:42Z</dcterms:modified></item><item><title>IL SITO DELLA PITTRICE NERA D'AUTO</title><link>http://arthistoriangerpec.spaces.live.com/Blog/cns!9B3BD5A6C445A2B9!780.entry</link><description>&lt;div&gt;
&lt;div&gt;02 giugno&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;
&lt;div&gt;&lt;font size=4&gt;LA PITTRICE NERA D'AUTO HA ORA UN SUO BEL SITO INTERNET. CHI VUOLE PRENDERE CONTATTI CON L'ARTISTA E VISITARE VIRTUALMENTE LA SUA POLIEDRICA E VULCANICA PRODUZIONE NON HA CHE DA DIGITARE 
&lt;h4 style="margin-bottom:0px"&gt;WWW.NERADAUTO.COM il sito internet di una fantastica artista cilentana&lt;/h4&gt;&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://c.services.spaces.live.com/CollectionWebService/c.gif?cid=-7260975061970607431&amp;page=RSS%3a+IL+SITO+DELLA+PITTRICE+NERA+D'AUTO&amp;referrer=" width="1px" height="1px" border="0" alt=""&gt;&lt;img style="position:absolute" alt="" width="0px" height="0px" src="http://c.live.com/c.gif?NC=31263&amp;amp;NA=1149&amp;amp;PI=73329&amp;amp;RF=&amp;amp;DI=3919&amp;amp;PS=85545&amp;amp;TP=arthistoriangerpec.spaces.live.com&amp;amp;GT1=arthistoriangerpec"&gt;</description><comments>http://arthistoriangerpec.spaces.live.com/Blog/cns!9B3BD5A6C445A2B9!780.entry#comment</comments><guid isPermaLink="true">http://arthistoriangerpec.spaces.live.com/Blog/cns!9B3BD5A6C445A2B9!780.entry</guid><pubDate>Mon, 09 Jun 2008 15:57:09 GMT</pubDate><slash:comments>0</slash:comments><msn:type>blogentry</msn:type><live:type>blogentry</live:type><live:typelabel>Blog entry</live:typelabel><wfw:commentRss>http://arthistoriangerpec.spaces.live.com/blog/cns!9B3BD5A6C445A2B9!780/comments/feed.rss</wfw:commentRss><wfw:comment>http://arthistoriangerpec.spaces.live.com/Blog/cns!9B3BD5A6C445A2B9!780.entry#comment</wfw:comment><dcterms:modified>2008-06-09T15:57:09Z</dcterms:modified></item><item><title>CONSUMO E REINTEGRO MUNIZIONI</title><link>http://arthistoriangerpec.spaces.live.com/Blog/cns!9B3BD5A6C445A2B9!775.entry</link><description>&lt;div&gt;
&lt;p style="text-align:center" align=center&gt;&lt;b&gt;&lt;u&gt;&lt;span style="font-size:18pt;font-family:'Baskerville Old Face','serif'"&gt;&lt;font color="#c00000" size=6&gt;REINTEGRO MUNIZIONI E POLVERI&lt;/font&gt;&lt;/span&gt;&lt;/u&gt;&lt;/b&gt;
&lt;p style="text-align:center" align=center&gt;&lt;font size=3&gt;&lt;font color="#000000"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-family:'Baskerville Old Face','serif'"&gt; Non occorre denunziare le munizioni acquistate per reintegrare la scorta di quelle consumate&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span style="font-family:'Baskerville Old Face','serif'"&gt;  Cassazione Sezione 1 ; sentenza 20234 del 18/05/2001 (udienza  10/04/2001) RV. 218908&lt;/span&gt;&lt;/font&gt;&lt;/font&gt;
&lt;p style="text-align:center" align=center&gt;&lt;span style="font-family:'Baskerville Old Face','serif'"&gt;&lt;font color="#000000" size=3&gt;In materia di sicurezza pubblica, l’obbligo della denunzia previsto dall’art. 38 R.D. n. 773 del 1931 riguarda la detenzione e non l’acquisto delle munizioni, con la conseguenza che non è riconducibile nell’ambito  della norma incriminatrice il fatto di chi reintegri la scorta di munizioni, consumate durante una esercitazione di tiro, senza denunziare il nuovo acquisto, ma non superando il numero di munizioni detenute e già denunziate precedentemente.&lt;/font&gt;&lt;/span&gt;
&lt;p style="text-align:center" align=center&gt;&lt;span style="font-family:'Baskerville Old Face','serif'"&gt;&lt;font color="#000000" size=3&gt;Nota:  La decisione della cassazione ha ribadito quanto già espresso dalla legge: cioè devono essere denunziate le munizioni detenute e non tutte quelle acquistate perché quello che interessa sapere è il numero di munizioni che si trovano in un dato luogo (es. casa di una certa persona) in un dato momento e non quante ne sono state acquistate e poi sparate. Pertanto  le richieste, di denunziare ogni acquisto a reintegro delle scorte già denunziate, sono da ritenersi del tutto illegittime anche perché l'ordinamento giuridico non prescrive alcuna sanzione nel caso in cui un soggetto abbia meno cartucce di quelle denunziate. Le uniche cartucce che devono essere denunciate sono quelle che, acquistate, vanno a modificare in aumento il quantitativo risultante nella denuncia che comunque non può essere superiore a quanto stabilito dalla normativa (200 cartucce per pistola e 1500 cartucce per fucile).&lt;/font&gt;&lt;/span&gt;
&lt;div style="margin:0cm 0cm 0pt;text-align:center" align=center&gt;&lt;font color="#000000" size=3&gt;
&lt;hr align=center width="100%" size=2&gt;
&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;
&lt;p style="text-align:center" align=center&gt;&lt;b&gt;&lt;u&gt;&lt;span style="font-size:18pt;font-family:'Baskerville Old Face','serif'"&gt;&lt;font color="#c00000" size=6&gt;NON SI DEVE DENUNCIARE IL CONSUMO DI MUNIZIONI&lt;/font&gt;&lt;/span&gt;&lt;/u&gt;&lt;/b&gt;
&lt;p style="text-align:center" align=center&gt;&lt;span style="font-family:'Baskerville Old Face','serif'"&gt;&lt;font color="#000000" size=3&gt;Sentenza n° 1327 emessa dalla I sezione penale della Cassazione il 4 febbraio 1994: &lt;/font&gt;&lt;/span&gt;
&lt;p style="text-align:center" align=center&gt;&lt;span style="font-family:'Baskerville Old Face','serif'"&gt;&lt;br&gt;&lt;font color="#000000" size=3&gt;&amp;quot;L'obbligo di denuncia di cui all'articolo 58 rd 6 maggio 1940, n. 635 (regolamento di esecuzione del Tulps) è posto a carico del legittimo detentore di munizioni nella sola ipotesi di modificazione in aumento del quantitativo delle medesime rispetto a quello per il quale è autorizzato dalla competente autorità, mentre è esentato da detto obbligo -e la relativa omissione non è penalmente perseguibile- nel caso che le munizioni legittimamente detenute subiscano una modificazione in decremento (fattispecie relativa ad annullamento senza rinvio di sentenza di condanna per avere l'imputato omesso di denunciare l'avvenuta modificazione, dalle dieci regolarmente detenute alle tre rinvenute in corso di perquisizione, nella quantità di cartucce in suo possesso)&amp;quot;. &lt;/font&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://c.services.spaces.live.com/CollectionWebService/c.gif?cid=-7260975061970607431&amp;page=RSS%3a+CONSUMO+E+REINTEGRO+MUNIZIONI&amp;referrer=" width="1px" height="1px" border="0" alt=""&gt;&lt;img style="position:absolute" alt="" width="0px" height="0px" src="http://c.live.com/c.gif?NC=31263&amp;amp;NA=1149&amp;amp;PI=73329&amp;amp;RF=&amp;amp;DI=3919&amp;amp;PS=85545&amp;amp;TP=arthistoriangerpec.spaces.live.com&amp;amp;GT1=arthistoriangerpec"&gt;</description><comments>http://arthistoriangerpec.spaces.live.com/Blog/cns!9B3BD5A6C445A2B9!775.entry#comment</comments><guid isPermaLink="true">http://arthistoriangerpec.spaces.live.com/Blog/cns!9B3BD5A6C445A2B9!775.entry</guid><pubDate>Mon, 02 Jun 2008 20:19:54 GMT</pubDate><slash:comments>0</slash:comments><msn:type>blogentry</msn:type><live:type>blogentry</live:type><live:typelabel>Blog entry</live:typelabel><wfw:commentRss>http://arthistoriangerpec.spaces.live.com/blog/cns!9B3BD5A6C445A2B9!775/comments/feed.rss</wfw:commentRss><wfw:comment>http://arthistoriangerpec.spaces.live.com/Blog/cns!9B3BD5A6C445A2B9!775.entry#comment</wfw:comment><dcterms:modified>2008-06-02T20:19:54Z</dcterms:modified></item><item><title>PORTO E TRASPORTO DI ARMI DA FUOCO</title><link>http://arthistoriangerpec.spaces.live.com/Blog/cns!9B3BD5A6C445A2B9!770.entry</link><description>&lt;div&gt;
&lt;p style="text-align:center" align=center&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:36pt;font-family:Verdana"&gt;&lt;font color="#1f497d" size=6&gt;Porto e trasporto delle armi&lt;/font&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;
&lt;p style="text-align:center" align=center&gt;&lt;font face="Times New Roman" color="#000000" size=3&gt; &lt;/font&gt;
&lt;p style="margin:0cm 0cm 0pt"&gt;&lt;span style="font-size:13.5pt;color:black;font-family:Verdana"&gt;La differenza sostanziale tra porto e trasporto d'armi è la seguente:&lt;/span&gt;
&lt;p style="margin:0cm 0cm 0pt"&gt;&lt;span style="font-size:13.5pt;color:red;font-family:Verdana"&gt;è trasporto quando l'arma non è di immediato uso&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:13.5pt;color:black;font-family:Verdana"&gt;, cioè è chiusa in valigia, senza munizioni o le stesse sono in altro contenitore separato.&lt;/span&gt;
&lt;p&gt;&lt;span style="font-size:13.5pt;color:red;font-family:Verdana"&gt;è porto quando l'arma è di immediato uso&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:13.5pt;color:black;font-family:Verdana"&gt;, cioè pronta, portata indosso o quasi (anche in borsa o borsello), carica.&lt;/span&gt;
&lt;p style="margin:0cm 0cm 0pt"&gt;&lt;span lang=EN-GB style="font-size:13.5pt;color:black;font-family:Verdana"&gt;art. 34 TULPS - art 50 Reg. TULPS - art. 18 L. 110/75 - circ. &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:13.5pt;color:black;font-family:Verdana"&gt;17/02/98&lt;/span&gt;
&lt;p&gt;&lt;span style="font-size:13.5pt;color:black;font-family:Verdana"&gt;Il trasporto può venir effettuato per i più svariati motivi e non solo per andare con l'arma al poligono o in armeria; (ad es: in vacanza per visitare poligoni, per portarla in visione ad un amico o ad un potenziale acquirente, per portarla in altro luogo di custodia e, ovviamente, per riportarla a casa dopo essere stati altrove).&lt;/span&gt;
&lt;div style="margin:0cm 0cm 0pt;text-align:center" align=center&gt;
&lt;hr align=center width="100%" size=2&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;p&gt;&lt;font face="Times New Roman" color="#000000" size=3&gt; &lt;/font&gt;
&lt;p style="margin:0cm 0cm 0pt"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-size:13.5pt;font-family:Verdana"&gt;&lt;font color="#000000"&gt;MINISTERO DELL'INTERNO - CIRCOLARE 559/C-3159-10100(1) del 17 febbraio 1998, avente per oggetto: Trasporto di armi comuni da sparo.&lt;/font&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;
&lt;p style="margin:0cm 0cm 0pt"&gt;&lt;span style="font-size:13.5pt;font-family:Verdana"&gt;&lt;font color="#000000"&gt;Sono pervenuti a questo Ministero quesiti in merito al trasporto delle armi comuni da sparo. È stato chiesto, in particolare, se al titolare della licenza di porto di fucile per tiro a volo sia consentito trasportare armi comuni da sparo diverse da quelle utilizzate per detta attività sportiva.&lt;/font&gt;&lt;/span&gt;
&lt;p style="margin:0cm 0cm 0pt"&gt;&lt;span style="font-size:13.5pt;font-family:Verdana"&gt;&lt;font color="#000000"&gt;Premesso che il trasporto di un'arma ne concretizza il trasferimento da un luogo ad un altro &amp;quot;come oggetto inerte e non suscettibile d'uso&amp;quot;, in assenza quindi della pronta disponibilità che caratterizza il porto, al fine di definire un indirizzo univoco su di un argomento che riveste interesse generale, si forniscono i seguenti chiarimenti.&lt;/font&gt;&lt;/span&gt;
&lt;p style="margin:0cm 0cm 0pt"&gt;&lt;font color="#000000"&gt;&lt;span style="font-size:13.5pt;font-family:Verdana"&gt;a) I titolari di licenza di porto d'armi di cui all'art. 42 TULPS (porto di arma corta per difesa personale, porto di bastone animato e porto d'armi lunghe da fuoco, ivi comprese quelle a canna rigata) possono:&lt;/span&gt;&lt;font face="Times New Roman" size=3&gt; &lt;/font&gt;&lt;/font&gt;
&lt;p style="margin:0cm 0cm 0pt"&gt;&lt;font color="#000000"&gt;&lt;span style="font-size:13.5pt;font-family:Verdana"&gt;-­ portare il tipo o i tipi d'armi indicati nell'autorizzazione,&lt;/span&gt;&lt;font face="Times New Roman" size=3&gt; &lt;/font&gt;&lt;/font&gt;
&lt;p style="margin:0cm 0cm 0pt"&gt;&lt;font color="#000000"&gt;&lt;span style="font-size:13.5pt;font-family:Verdana"&gt;-­ trasportare e acquistare tutte le armi comuni da sparo.&lt;/span&gt;&lt;font face="Times New Roman" size=3&gt; &lt;/font&gt;&lt;/font&gt;
&lt;p style="margin:0cm 0cm 0pt"&gt;&lt;span style="font-size:13.5pt;font-family:Verdana"&gt;&lt;font color="#000000"&gt;Si rammenta che i titolari di porto di pistola o rivoltella per difesa personale sono legittimati al porto anche contemporaneo delle armi corte detenute in forza della sola denuncia, sino al numero massimo (tre) previsto dal 6° comma dell'art. 10 della L. 110/1975, così come modificato dall'art. 4 L. 21 febbraio 1990 n. 36.&lt;/font&gt;&lt;/span&gt;
&lt;p style="margin:0cm 0cm 0pt"&gt;&lt;font color="#000000"&gt;&lt;b style=""&gt;&lt;span style="font-size:16pt;font-family:Verdana"&gt;b) I titolari di licenza di porto d'armi lunghe da fuoco con canna ed anima liscia di cui alla legge 323/69 (tiro a volo), possono:&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;b style=""&gt;&lt;span style="font-size:16pt"&gt;&lt;font face="Times New Roman"&gt; &lt;/font&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/font&gt;
&lt;p style="margin:0cm 0cm 0pt"&gt;&lt;font color="#000000"&gt;&lt;b style=""&gt;&lt;span style="font-size:16pt;font-family:Verdana"&gt;- portare il tipo d'arma oggetto dell'autorizzazione,&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;b style=""&gt;&lt;span style="font-size:16pt"&gt;&lt;font face="Times New Roman"&gt; &lt;/font&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/font&gt;
&lt;p style="margin:0cm 0cm 0pt"&gt;&lt;font color="#000000"&gt;&lt;b style=""&gt;&lt;span style="font-size:16pt;font-family:Verdana"&gt;- trasportare e acquisire tutte le armi comuni da sparo.&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;b style=""&gt;&lt;span style="font-size:16pt"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/font&gt;
&lt;p style="margin:0cm 0cm 0pt"&gt;&lt;span style="font-size:13.5pt;font-family:Verdana"&gt;&lt;font color="#000000"&gt;c) I titolari di licenza di trasporto delle armi di cui all'art. 3 della legge 25 marzo 1986 n. 85 (armi per uso sportivo), possono trasportare esclusivamente le armi da sparo lunghe e corte classificate sportive ed inserite nell'apposito elenco annesso al Catalogo nazionale delle armi comuni da sparo.&lt;/font&gt;&lt;/span&gt;
&lt;p style="margin:0cm 0cm 0pt"&gt;&lt;span style="font-size:13.5pt;font-family:Verdana"&gt;&lt;font color="#000000"&gt;d) I titolari della carta di riconoscimento di cui all'art. 70 del Regolamento di esecuzione al TULPS (c. d. carta verde), possono trasportare dal luogo di detenzione alla sezione (o sezioni) del tiro a segno nazionale cui sono iscritti, tutte le armi comuni da sparo utilizzabili nella o nelle sezioni di appartenenza.&lt;/font&gt;&lt;/span&gt;
&lt;p style="margin:0cm 0cm 0pt"&gt;&lt;span style="font-size:13.5pt;font-family:Verdana"&gt;&lt;font color="#000000"&gt;e) I titolari della licenza di collezione di cui al terzo comma dell'art. 32 del TULPS possono trasportare, acquistare e vendere le armi di cui all'art. 1 del DM 14 aprile 1982 (antiche, artistiche o rare d'importanza storica).&lt;/font&gt;&lt;/span&gt;
&lt;p style="margin:0cm 0cm 0pt"&gt;&lt;span style="font-size:13.5pt;font-family:Verdana"&gt;&lt;font color="#000000"&gt;f) I titolari di Nulla Osta all'acquisto ex art. 35 TULPS possono trasportare dall'armeria al luogo di detenzione l'arma o le armi comuni oggetto del N.O. o, nel caso di cessione tra privati, trasportare le stesse tra i rispettivi luoghi di detenzione. Di ciò i sigg. Questori faranno apposita menzione nel N.O. che consegneranno al richiedente in duplice copia, una delle quali destinata ad accompagnare le armi durante il trasporto.&lt;/font&gt;&lt;/span&gt;
&lt;p style="margin:0cm 0cm 0pt"&gt;&lt;span style="font-size:13.5pt;font-family:Verdana"&gt;&lt;font color="#000000"&gt;g) I titolari di Carta europea d'arma da fuoco residenti in altro stato della CEE possono:&lt;/font&gt;&lt;/span&gt;
&lt;p style="margin:0cm 0cm 0pt"&gt;&lt;font color="#000000"&gt;&lt;span style="font-size:13.5pt;font-family:Verdana"&gt;1. Qualora interessati all'esercizio dell'attività venatoria in Italia ed autorizzati al medesimo esercizio nel paese di provenienza:&lt;/span&gt;&lt;font face="Times New Roman" size=3&gt; &lt;/font&gt;&lt;/font&gt;
&lt;p style="margin:0cm 0cm 0pt"&gt;&lt;font color="#000000"&gt;&lt;span style="font-size:13.5pt;font-family:Verdana"&gt;-­ introdurre (&amp;quot;trasferire&amp;quot;), trasportare sul territorio nazionale e riesportare (&amp;quot;ritrasferire&amp;quot;), entro un anno, le anni lunghe da fuoco iscritte nella Carta, considerate mezzi di caccia a mente dell'art. 13 della L.157/92, nel numero massimo consentito (tre armi e mille cartucce per dette);&lt;/span&gt;&lt;font face="Times New Roman" size=3&gt; &lt;/font&gt;&lt;/font&gt;
&lt;p style="margin:0cm 0cm 0pt"&gt;&lt;span style="font-size:13.5pt;font-family:Verdana"&gt;&lt;font color="#000000"&gt;-- portare, nei periodi e nei luoghi in cui la caccia è permessa sul territorio nazionale, le armi suddette -- osservato il disposto dell'art. 12/8° L. 157/92 (polizza assicurativa per responsabilità civile verso terzi) e dell'art. 12/12° (tesserino rilasciato dalla Regione prescelta per l'esercizio dell'attività venatoria) -­ e gli strumenti di cui al 6° comma dell'art. 16 della legge citata (utensili da punta e da taglio atti alle esigenze venatorie);&lt;/font&gt;&lt;/span&gt;
&lt;p style="margin:0cm 0cm 0pt"&gt;&lt;font color="#000000"&gt;&lt;span style="font-size:13.5pt;font-family:Verdana"&gt;2. Qualora interessati all'esercizio di attività sportiva:&lt;/span&gt;&lt;font face="Times New Roman" size=3&gt; &lt;/font&gt;&lt;/font&gt;
&lt;p style="margin:0cm 0cm 0pt"&gt;&lt;font color="#000000"&gt;&lt;span style="font-size:13.5pt;font-family:Verdana"&gt;-- trasferire, trasportare sul territorio nazionale e ritrasferire entro un armo le armi da sparo lunghe e corte, iscritte nella Carta, classificate sportive ed inserite nell'apposito elenco annesso al Catalogo nazionale delle armi comuni da sparo, nel numero massimo consentito (tre armi e mille cartucce per dette), osservato il disposto dell'art. 4 del D.M. 5 Giugno 1978 (dichiarazione rilasciata dall'Unione Italiana Tiro a Segno o della Federazione Italiana Tiro a Volo in merito alle gare, alle armi ed alle munizioni prescritte), cosi come modificato dal D.M. 635/96, art. 6, punto 1, lettera b).&lt;/span&gt;&lt;font face="Times New Roman" size=3&gt; &lt;/font&gt;&lt;/font&gt;
&lt;p style="margin:0cm 0cm 0pt"&gt;&lt;span style="font-size:13.5pt;font-family:Verdana"&gt;&lt;font color="#000000"&gt;-­ portare le armi suddette esclusivamente nell'ambito dell'attività sportiva, osservato il disposto dell'art. 4 del D.M. 5 giugno 1978 e citata modificazione.&lt;/font&gt;&lt;/span&gt;
&lt;p style="margin:0cm 0cm 0pt"&gt;&lt;font color="#000000"&gt;&lt;span style="font-size:13.5pt;font-family:Verdana"&gt;3. Qualora interessati al porto o al trasporto per motivi diversi da quelli sopra indicati:&lt;/span&gt;&lt;font face="Times New Roman" size=3&gt; &lt;/font&gt;&lt;/font&gt;
&lt;p style="margin:0cm 0cm 0pt"&gt;&lt;font color="#000000"&gt;&lt;span style="font-size:13.5pt;font-family:Verdana"&gt;-­ trasferire, trasportare nel territorio nazionale e ritrasferire entro un anno, le armi comuni da sparo lunghe e corte nel numero massimo consentito (sei armi, duecento cartucce a palla per armi corte e millecinquecento cartucce da caccia), osservato il disposto di cui all'art. 5 del D.L. 30 dicembre 1992. n. 527 (concessione dell'accordo preventivo da parte del Questore e trascrizione sulla Carta degli estremi dell'autorizzazione emessa dal Capo della Polizia ­ direttore generale della pubblica sicurezza);&lt;/span&gt;&lt;font face="Times New Roman" size=3&gt; &lt;/font&gt;&lt;/font&gt;
&lt;p style="margin:0cm 0cm 0pt"&gt;&lt;span style="font-size:13.5pt;font-family:Verdana"&gt;&lt;font color="#000000"&gt;­- portare le armi consentite, ottenuta l'autorizzazione del Capo della Polizia di cui sopra, in esito alle indicazioni fornite dal richiedente a' sensi del D.M. 30 ottobre 1996 n. 635 (contenuto della domanda e requisiti).&lt;/font&gt;&lt;/span&gt;
&lt;p style="margin:0cm 0cm 0pt"&gt;&lt;font color="#000000"&gt;&lt;span style="font-size:13.5pt;font-family:Verdana"&gt;h) I titolari dell'autorizzazione all'importazione temporanea di armi comuni da sparo e relative munizioni per l'esercizio dell'attività venatoria o sportiva, ai sensi del D.M. 5 giugno 1978, possono:&lt;/span&gt;&lt;font face="Times New Roman" size=3&gt; &lt;/font&gt;&lt;/font&gt;
&lt;p style="margin:0cm 0cm 0pt"&gt;&lt;font color="#000000"&gt;&lt;span style="font-size:13.5pt;font-family:Verdana"&gt;-­ importare, trasportare e riesportare entro 90 giorni, armi lunghe da fuoco considerate mezzi di caccia a mente dell'art. 13 della L. 157/92, nel numero massimo consentito (due armi e duecento cartucce per dette) dal confine al luogo o ai luoghi ove intendono svolgere l'attività venatoria;&lt;/span&gt;&lt;font face="Times New Roman" size=3&gt; &lt;/font&gt;&lt;/font&gt;
&lt;p style="margin:0cm 0cm 0pt"&gt;&lt;font color="#000000"&gt;&lt;span style="font-size:13.5pt;font-family:Verdana"&gt;-­ importare, trasportare e riesportare entro 90 giorni armi da sparo lunghe e corte classificate sportive ed inserite nell'apposito elenco annesso al Catalogo nazionale delle armi comuni da sparo nel numero massimo consentito (tre armi e mille cartucce per dette);&lt;/span&gt;&lt;font face="Times New Roman" size=3&gt; &lt;/font&gt;&lt;/font&gt;
&lt;p style="margin:0cm 0cm 0pt"&gt;&lt;span style="font-size:13.5pt;font-family:Verdana"&gt;&lt;font color="#000000"&gt;­- portare l'arma o le armi suddette esclusivamente nell'ambito dell'attività sportiva o nei periodi e nei luoghi in cui la caccia è permessa sul territorio nazionale.&lt;/font&gt;&lt;/span&gt;
&lt;p style="margin:0cm 0cm 0pt"&gt;&lt;font color="#000000"&gt;&lt;span style="font-size:13.5pt;font-family:Verdana"&gt;Al di fuori dei casi anzi elencati, il trasporto deve essere effettuato previo avviso al Questore, a mente del 2° comma dell'art. 34 del TULPS, osservate le modalità di cui all'art. 18 L. 110/75 e le condizioni eventualmente imposte ex art. 53 del Reg. al TULPS.&lt;/span&gt;&lt;font face="Times New Roman" size=3&gt; &lt;/font&gt;&lt;/font&gt;
&lt;p style="margin:0cm 0cm 0pt"&gt;&lt;span style="font-size:13.5pt;font-family:Verdana"&gt;&lt;font color="#000000"&gt;Qualunque sia il titolo abilitativo il numero di armi comuni trasportabili per singola movimentazione non può essere superiore a 6 (sei).&lt;/font&gt;&lt;/span&gt;
&lt;p style="margin:0cm 0cm 0pt"&gt;&lt;font color="#000000"&gt;&lt;span style="font-size:13.5pt;font-family:Verdana"&gt;La presente circolare sarà pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale.&lt;/span&gt;&lt;font face="Times New Roman" size=3&gt; &lt;/font&gt;&lt;/font&gt;
&lt;p style="margin:0cm 0cm 0pt"&gt;&lt;span style="font-size:13.5pt;font-family:Verdana"&gt;&lt;font color="#000000"&gt;IL CAPO DELLA POLIZIA&lt;/font&gt;&lt;/span&gt;
&lt;p style="text-align:center" align=center&gt;&lt;font face="Times New Roman" color="#000000" size=3&gt; &lt;/font&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://c.services.spaces.live.com/CollectionWebService/c.gif?cid=-7260975061970607431&amp;page=RSS%3a+PORTO+E+TRASPORTO+DI+ARMI+DA+FUOCO&amp;referrer=" width="1px" height="1px" border="0" alt=""&gt;&lt;img style="position:absolute" alt="" width="0px" height="0px" src="http://c.live.com/c.gif?NC=31263&amp;amp;NA=1149&amp;amp;PI=73329&amp;amp;RF=&amp;amp;DI=3919&amp;amp;PS=85545&amp;amp;TP=arthistoriangerpec.spaces.live.com&amp;amp;GT1=arthistoriangerpec"&gt;</description><comments>http://arthistoriangerpec.spaces.live.com/Blog/cns!9B3BD5A6C445A2B9!770.entry#comment</comments><guid isPermaLink="true">http://arthistoriangerpec.spaces.live.com/Blog/cns!9B3BD5A6C445A2B9!770.entry</guid><pubDate>Tue, 27 May 2008 17:08:54 GMT</pubDate><slash:comments>0</slash:comments><msn:type>blogentry</msn:type><live:type>blogentry</live:type><live:typelabel>Blog entry</live:typelabel><wfw:commentRss>http://arthistoriangerpec.spaces.live.com/blog/cns!9B3BD5A6C445A2B9!770/comments/feed.rss</wfw:commentRss><wfw:comment>http://arthistoriangerpec.spaces.live.com/Blog/cns!9B3BD5A6C445A2B9!770.entry#comment</wfw:comment><dcterms:modified>2008-05-27T17:08:54Z</dcterms:modified></item><item><title>CANOVA E LA VENERE VINCITRICE</title><link>http://arthistoriangerpec.spaces.live.com/Blog/cns!9B3BD5A6C445A2B9!769.entry</link><description>&lt;div&gt;&lt;strong&gt;&lt;font color="#ff0000" size=3&gt;CANOVA E LA VENERE VINCITRICE&lt;/font&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt; &lt;/div&gt;
&lt;div&gt;&lt;strong&gt;Recensione libraria di Gerardo Pecci&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;&lt;strong&gt;(dal sito: &lt;a href="http://www.informarte.org"&gt;www.informarte.org&lt;/a&gt;)&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;&lt;br&gt;&lt;br&gt;&lt;font size=4&gt;La recentissima mostra romana (ottobre 2007 – febbraio 2008) di Villa Borghese sul grande scultore Antonio Canova (1757-1822) ha avuto il grande merito di aver rivisitato, e focalizzato con occhi nuovi, la personalità e l’opera del grande maestro veneto. Si è trattato di un evento culturale di grande importanza rientrante nel ciclo di mostre che la Galleria Borghese ha in programma fino al 2015, per mettere in evidenza alcuni grandi momenti e maestri dell’arte di tutti i tempi, facendo di diritto rientrare il Museo di Villa Borghese nel grande circuito culturale e turistico legato all’arte, ai beni culturali. Naturalmente anche per Canova è stato stampato un interessante catalogo che ben mette in evidenza lo stato degli studi storico-artistici finora svolti su questo grande Maestro e sulla sua epoca e, in certo modo, contribuisce a darci una diversa lettura delle sue opere, partendo appunto dalla celeberrima “Paolina Borghese come Venere vincitrice” (1804-1808), “padrona di casa” e musa della Villa che ha ospitato importanti opere canoviane in mostra. &lt;br&gt;Il catalogo della mostra, a cura di Anna Coliva e Fernando Mazzocca, pubblicato da Electa, si compone di numerosi saggi che cercano di reinterpretare la figura e l’opera del grande Maestro alla luce di quanto finora la letteratura artistica canoviana ha prodotto. Dopo gli interventi di presentazione, a cura del Soprintendente Speciale per il Polo Museale Romano, Claudio Strinati, del Presidente della Fondazione Canova Onlus di Possagno, Gian Pietro Favaro, del Presidente dell’Enel, Piero Gnudi, del Presidente della torinese Compagnia di &lt;img height=192 src="http://www.informarte.org/canova/canova_10.jpg" width=240 align=left vspace=5 border=1&gt;San Paolo, Franzo Grande Stevens e del Direttore generale Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato, Giorgio Tino, vi è il primo importante saggio dal titolo: “Roma 1804-1808: Canova e la Venere Vincitrice” a firma di Fernando Mazzocca. Il prof. Mazzocca mette in rilievo il rapporto di Canova con la Famiglia di Camillo Borghese, cognato di Napoleone, e di Sua moglie Paolina in un clima non certo sereno per la storia d’Italia di quel tempo. Turbolento anche per la triste vicenda che vide protagonista Camillo allorquando vendette al cognato circa duecentocinquanta marmi antichi della propria collezione. Emerge lo sdegno e la ribellione di Canova nei confronti del principe Borghese per tale sciagurata vendita, un grande smacco sul piano personale. Canova vedeva nell’arte un importante “fattore di educazione e formazione del popolo italiano”, come ha scritto Strinati nel proprio intervento. Ed è bene ricordare che proprio lo scultore veneto ricoprì l’incarico romano di “Ispettore Generale delle Belle Arti” , carica che era stata già ricoperta, tre secoli prima, dal grande Raffaello Sanzio. L’intervento storico-critico di Mazzocca è volto soprattutto ad una rilettura filologica delle fonti antiche, e da brani critici moderni con l’intento di ricavare dalla loro collazione non solo un “sunto” di quanto è stato scritto sulla bellissima Paolina Borghese e sull’opera canoviana che la ritrae nelle vesti di Venere Vincitrice, ma di mostrare, in maniera “veloce” ed efficace, il valore artistico dell’opera, anche in rapporto a fonti extra-artistiche (coeve alla vita del Canova) che ne hanno, in parte, orientato i giudizi di valore. Anna Coliva, invece, sottolinea la convivenza di opere di due scultori di razza, ospitati a Villa Borghese: Gian Lorenzo Bernini e Antonio Canova. Due artisti sommi, che hanno variamente vissuto e influenzato da protagonisti le vicende artistiche romane e internazionali delle proprie rispettive epoche, entrambi in stretto rapporto con la famiglia Borghese. Ma quello che preme sottolineare è che Anna Coliva ha voluto focalizzare il proprio intervento su due temi “paralleli” e importanti: il rapporto Canova-Bernini, come argomento storiografico che merita ulteriori riflessioni critiche e lo studio della tecnica scultorea berniniana . Neoclassicismo e Barocco a confronto, severa razionalità e libero arbitrio formale. Sono i luoghi delle forme, di una complessità unica, che sempre sollevano più problemi di quanto non ne siano stati risolti. Ed è un bene, vuole dire che la critica d’arte e la riflessione storico-artistica sono vive e vegete e possono, e devono, stimolare ulteriori e innumerevoli letture future. Villa Borghese è anche il luogo dove il Canova ammira le statue e i ritratti di età classica, lievito indispensabile per la propria rigorosa ricerca della linea scultorea, quella linea di contorno che apprezziamo nella “Paolina Borghese come Venere Vincitrice”, che appare dignitosamente netta e ponderata e che emerge in genere nelle sue statue, nettamente e distintamente disegnate dalla mente prima che realizzate attraverso la mano e lo scalpello, con un “approccio fisico e passionale alla forma” (p.61), quindi non certamente freddo e distaccato. Il saggio di Stefano Grandesso, poi, focalizza il tema della “Venere Vincitrice” nella cultura scultorea dell’Ottocento, anche in rapporto alla tradizione iconografico-pittorica e scultorea del passato. Francesco Leone affronta, poi, e mette in luce, il rapporto tra Canova e l’esigenza della tutela delle opere d’arte. Si tratta di un denso saggio, ricco di riferimenti all’amore che lo scultore nutriva per le opere del passato, anche sulla scorta di quanto aveva fatto prima di lui il Winckelmann e si sofferma sul rapporto tra Canova e Quatremère . Nota è la polemica con il principe Borghese per la vendita dei marmi antichi a Napoleone, come si è detto. Tutto da leggere è il saggio “Antonio Canova. L’uomo e le opere”, di Giuliana Ericali. La studiosa ci offre un’interessante rilettura dell’uomo e dell’artista Antonio Canova che merita certamente attenzione. Nel catalogo segue una puntuale e attenta analisi di tutte le opere presenti in mostra, con relativa lettura critica, opera dopo opera. Di grande qualità è l’apparato iconografico e fotografico che distingue la pubblicazione: aiuta in modo eloquente a meglio capire e interpretare l’arte di siffatto Maestro Canova. Secondo me, il pregio del catalogo non è soltanto nell’aver offerto una nuova lettura delle opere e del personaggio Canova, sia come uomo che come artista, quanto la scorrevolezza e la chiarezza del linguaggio usato dagli storici dell’arte che l’hanno redatto, così che si reputa adatto anche per un uso didattico efficace per lo studio universitario. Non è cosa da poco.&lt;br&gt;&lt;br&gt;&lt;br&gt;Dati bibliografici:&lt;br&gt;Autori: (a cura di) Anna Coliva e Fernando Mazzocchi&lt;br&gt;Titolo: Canova e la Venere Vincitrice&lt;br&gt;Editore: Electa&lt;br&gt;Luogo di Edizione e anno: Milano 2007&lt;br&gt;ISBN 978-88-370-5589-9&lt;br&gt;Pagine 277, con ill. b/n e colori &lt;br&gt;&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://c.services.spaces.live.com/CollectionWebService/c.gif?cid=-7260975061970607431&amp;page=RSS%3a+CANOVA+E+LA+VENERE+VINCITRICE&amp;referrer=" width="1px" height="1px" border="0" alt=""&gt;&lt;img style="position:absolute" alt="" width="0px" height="0px" src="http://c.live.com/c.gif?NC=31263&amp;amp;NA=1149&amp;amp;PI=73329&amp;amp;RF=&amp;amp;DI=3919&amp;amp;PS=85545&amp;amp;TP=arthistoriangerpec.spaces.live.com&amp;amp;GT1=arthistoriangerpec"&gt;</description><comments>http://arthistoriangerpec.spaces.live.com/Blog/cns!9B3BD5A6C445A2B9!769.entry#comment</comments><guid isPermaLink="true">http://arthistoriangerpec.spaces.live.com/Blog/cns!9B3BD5A6C445A2B9!769.entry</guid><pubDate>Tue, 27 May 2008 15:26:41 GMT</pubDate><slash:comments>0</slash:comments><msn:type>blogentry</msn:type><live:type>blogentry</live:type><live:typelabel>Blog entry</live:typelabel><wfw:commentRss>http://arthistoriangerpec.spaces.live.com/blog/cns!9B3BD5A6C445A2B9!769/comments/feed.rss</wfw:commentRss><wfw:comment>http://arthistoriangerpec.spaces.live.com/Blog/cns!9B3BD5A6C445A2B9!769.entry#comment</wfw:comment><dcterms:modified>2008-05-27T15:26:41Z</dcterms:modified></item><item><title>L'arte al femminile...una storia per capire.</title><link>http://arthistoriangerpec.spaces.live.com/Blog/cns!9B3BD5A6C445A2B9!765.entry</link><description>&lt;div&gt;
&lt;table style="" cellspacing=0 cellpadding=0 border=0&gt;
&lt;tbody&gt;
&lt;tr style=""&gt;
&lt;td style="border-right:#ece9d8;padding-right:0cm;border-top:#ece9d8;padding-left:0cm;padding-bottom:0cm;border-left:#ece9d8;padding-top:0cm;border-bottom:#ece9d8;background-color:transparent"&gt;
&lt;p style="margin:0cm 0cm 0pt"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="color:red;font-family:Verdana"&gt;&lt;font size=6&gt;L'Arte delle Donne&lt;/font&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span style="color:red;font-family:Verdana"&gt;&lt;br&gt;&lt;font size=6&gt;dal Rinascimento al Surrealismo&lt;/font&gt;&lt;/span&gt;
&lt;p style="margin:0cm 0cm 0pt"&gt;&lt;span style="color:red;font-family:Verdana"&gt;&lt;font size=3&gt;&lt;/font&gt;&lt;/span&gt; 
&lt;p style="margin:0cm 0cm 0pt"&gt;&lt;span style="color:red;font-family:Verdana"&gt;&lt;font size=3&gt;&lt;/font&gt;&lt;/span&gt; 
&lt;tr style="height:15pt"&gt;
&lt;td style="border-right:#ece9d8;padding-right:0cm;border-top:#ece9d8;padding-left:0cm;padding-bottom:0cm;border-left:#ece9d8;padding-top:0cm;border-bottom:#ece9d8;height:15pt;background-color:transparent"&gt;
&lt;p style="margin:0cm 0cm 0pt"&gt;&lt;span style="font-size:7.5pt;color:#666666;font-family:Verdana"&gt; &lt;/span&gt;
&lt;tr style=""&gt;
&lt;td style="border-right:#ece9d8;padding-right:0cm;border-top:#ece9d8;padding-left:0cm;padding-bottom:0cm;border-left:#ece9d8;padding-top:0cm;border-bottom:#ece9d8;background-color:transparent"&gt;
&lt;p style="margin:0cm 0cm 0pt;text-align:justify"&gt;&lt;span style="font-size:10pt;color:#666666;font-family:Verdana"&gt;&lt;font size=4&gt;Furono figlie e sorelle, furono mogli e allieve, emule e amanti: la storia delle artiste è una vicenda che scorre tra i labili confini che dividono l’arte dalla vita. Biografie e carriere si confondono molto più che nelle storie degli uomini. &lt;/font&gt;&lt;/span&gt;
&lt;p style="margin:0cm 0cm 0pt;text-align:justify"&gt;&lt;span style="font-size:10pt;color:#666666;font-family:Verdana"&gt;&lt;font size=4&gt;Nel volume &lt;b style=""&gt;&lt;i style=""&gt;L’Arte delle Donne dal Rinascimento al Surrealismo, &lt;/i&gt;&lt;/b&gt;pubblicato da&lt;i style=""&gt; &lt;/i&gt;Federico Motta Editore, si vuole raccontare e celebrare il successo di chi riuscì, la fatica di chi vinse le ostilità e s’impose.&lt;/font&gt;&lt;/span&gt;
&lt;p style="margin:0cm 0cm 0pt;text-align:justify"&gt;&lt;span style="font-size:10pt;color:#666666;font-family:Verdana"&gt;&lt;font size=4&gt;Eccole le donne artiste, pittrici, scultrici, intagliatrici.&lt;/font&gt;&lt;/span&gt;
&lt;p style="margin:0cm 0cm 0pt;text-align:justify"&gt;&lt;span style="font-size:10pt;color:#666666;font-family:Verdana"&gt;&lt;font size=4&gt;Nel Cinquecento vennero al mondo le prime vere artiste della storia dell’arte, Sofonisba Anguissola, Lavinia Fontana, Marietta Robusti, Barbara Longhi: con diverso piglio e diversa fortuna appaiono decisamente, per la prima volta, sul palcoscenico della pittura. &lt;/font&gt;&lt;/span&gt;
&lt;p style="margin:0cm 0cm 0pt;text-align:justify"&gt;&lt;span style="font-size:10pt;color:#666666;font-family:Verdana"&gt;&lt;font size=4&gt;Nel Seicento esplode il dramma a tinte fosche di Artemisia Gentileschi, altra figlia, altra amante, celebre per il processo per stupro, uno dei primi a venir celebrati, ma in realtà una pittrice superba. Accanto alle fiamminghe e alla tedesche, anche le pittrici italiane, come Fede Galizia e Giovanna Garzoni, si dedicano alle nature morte, raffinatissime e preziose. &lt;/font&gt;&lt;/span&gt;
&lt;p style="margin:0cm 0cm 0pt;text-align:justify"&gt;&lt;span style="font-size:10pt;color:#666666;font-family:Verdana"&gt;&lt;font size=4&gt;Berthe Morisot è il contrario di Artemisia. Brava ragazza di buona famiglia, era amica di Mary Cassatt, una delle pioniere dell’Impressionismo in America, e di Eva Gonzales, allieva di Manet. &lt;/font&gt;&lt;/span&gt;
&lt;p style="margin:0cm 0cm 0pt;text-align:justify"&gt;&lt;span style="font-size:10pt;color:#666666;font-family:Verdana"&gt;&lt;font size=4&gt;Frida Kahlo, artista messicana famosissima per la sua vita e la sua biografia, femminista e comunista. Con Camille Claudel viene al mondo un’altra Properzia. Dominata e vinta dall’amore per il maestro Auguste Rodin, la maggior scultrice dell’età moderna gli sacrificò vita e bravura. &lt;/font&gt;&lt;/span&gt;
&lt;p style="margin:0cm 0cm 0pt;text-align:justify"&gt;&lt;span style="font-size:10pt;color:#666666;font-family:Verdana"&gt;&lt;font size=4&gt;Con Susanne Valadon, Gabriele Munter, Marianne Werefkin si passa il secolo. &lt;/font&gt;&lt;/span&gt;
&lt;p style="margin:0cm 0cm 0pt;text-align:justify"&gt;&lt;span style="font-size:10pt;color:#666666;font-family:Verdana"&gt;&lt;font size=4&gt;Il libro narra attraverso le immagini e i saggi di noti storici dell’Arte nazionali ed internazionali la vicenda che unisce in racconto le storie di artiste lontane nei tempi e nei luoghi, e attraversa i temi della maternità e famiglia, delle arti sorelle, delle tecniche e degli autoritratti. &lt;/font&gt;&lt;/span&gt;
&lt;p style="margin:0cm 0cm 0pt;text-align:justify"&gt;&lt;span style="font-size:10pt;color:#666666;font-family:Verdana"&gt;&lt;font size=4&gt;Oggi che il cerchio si è compiuto e che – si dice – il numero delle artiste attive nel mondo è superiore a quello dei colleghi maschi, lo sguardo al nostro passato che getta questo progetto non po’ che suscitare un moto d’orgoglio per le belle progenitrici: coraggiose, brave, ardite, sfrontate. Soprattutto vincenti, nonostante tutto, come lo fu Meret Oppenheim, gran signora del Surrealismo, che diceva: “Lo spirito della donna è sempre stato presente nell’arte dell’uomo, così lo spirito dell’uomo ha sempre popolato l’arte al femminile”. &lt;/font&gt;&lt;/span&gt;
&lt;p style="margin:0cm 0cm 0pt;text-align:justify"&gt;&lt;span style="font-size:10pt;color:#666666;font-family:Helvetica"&gt;&lt;font size=4&gt; &lt;/font&gt;&lt;/span&gt;
&lt;p style="margin:0cm 0cm 0pt;text-align:justify"&gt;&lt;span style="font-size:10pt;color:#666666;font-family:Helvetica"&gt;&lt;font size=4&gt; &lt;/font&gt;&lt;/span&gt;
&lt;p style="margin:0cm 0cm 0pt;text-align:justify"&gt;&lt;b style=""&gt;&lt;span style="font-size:10pt;color:#666666;font-family:Verdana"&gt;&lt;font size=4&gt;Il catalogo è arricchito dai saggi critici e storici di Beatrice Buscaroli, Vera Fortunati, Lea Mattarella, Hans Albert Peters, Edoardo Testori, Marco Vallora e da inedite note biografiche delle artiste presentate.&lt;/font&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://c.services.spaces.live.com/CollectionWebService/c.gif?cid=-7260975061970607431&amp;page=RSS%3a+L'arte+al+femminile...una+storia+per+capire.&amp;referrer=" width="1px" height="1px" border="0" alt=""&gt;&lt;img style="position:absolute" alt="" width="0px" height="0px" src="http://c.live.com/c.gif?NC=31263&amp;amp;NA=1149&amp;amp;PI=73329&amp;amp;RF=&amp;amp;DI=3919&amp;amp;PS=85545&amp;amp;TP=arthistoriangerpec.spaces.live.com&amp;amp;GT1=arthistoriangerpec"&gt;</description><comments>http://arthistoriangerpec.spaces.live.com/Blog/cns!9B3BD5A6C445A2B9!765.entry#comment</comments><guid isPermaLink="true">http://arthistoriangerpec.spaces.live.com/Blog/cns!9B3BD5A6C445A2B9!765.entry</guid><pubDate>Wed, 21 May 2008 18:37:37 GMT</pubDate><slash:comments>1</slash:comments><msn:type>blogentry</msn:type><live:type>blogentry</live:type><live:typelabel>Blog entry</live:typelabel><wfw:commentRss>http://arthistoriangerpec.spaces.live.com/blog/cns!9B3BD5A6C445A2B9!765/comments/feed.rss</wfw:commentRss><wfw:comment>http://arthistoriangerpec.spaces.live.com/Blog/cns!9B3BD5A6C445A2B9!765.entry#comment</wfw:comment><dcterms:modified>2008-05-21T18:37:37Z</dcterms:modified></item><item><title>Pistola Beretta 90two: una garanzia per la difesa personale e abitativa!!!</title><link>http://arthistoriangerpec.spaces.live.com/Blog/cns!9B3BD5A6C445A2B9!764.entry</link><description>&lt;div&gt;&lt;font size=4&gt;&lt;strong&gt;La pistola Beretta90Two è l'ultima nata della casa armiera BERETTA, di Gardone Val Trompia (BS),un marchio e una garanzia per tutti gli appassionati di armi e per coloro che professionalmente la impiegano per la Pubblica Sicurezza.Essa è il fiore all'occhiello per tutti coloro che vogliono un'arma di grosso calibro,  semiautomatica, che sia affidabilissima e precisissima. Nel Catalogo nazionale delle armi da fuoco è classificata come &amp;quot;arma comune&amp;quot;, perciò si presta per gli usi professionali dei corpi militari e di polizia, ma anche per coloro che hanno bisogno di avere addosso un'arma affidabile, per la difesa personale, e anche per la difesa abitativa.Può essere validamente usata al poligono di tiro anche per scopi sportivi, proprio per la sua affidabilità e precisione di tiro. Anche visivamente è un'arma unnovativa: priva di spigoli per la rapida estrazione dalla fondina; a doppia azione; ottima soprattutto la versione F in calibro 9x21 IMI, con un &lt;u&gt;&lt;font color="#c00000"&gt;altissimo &lt;/font&gt;&lt;font color="#c00000"&gt;potere d'arresto&lt;/font&gt;&lt;/u&gt;, potente ed efficacissima.Di seguito, per chi vuole saperne di più, il collegamento al sito ufficiale della Beretta, con le informazioni dettagliate sull'arma che costa poco più di mille euro, ma ne vale la pena! Parola di chi se ne intende!&lt;/strong&gt;&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt; &lt;/div&gt;
&lt;div&gt;&lt;a href="http://www.beretta90two.it/index.aspx?m=53&amp;amp;did=59"&gt;&lt;font color="#7030a0" size=5&gt;www.beretta90two.it/index.aspx?m=53&amp;amp;did=59&lt;/font&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://c.services.spaces.live.com/CollectionWebService/c.gif?cid=-7260975061970607431&amp;page=RSS%3a+Pistola+Beretta+90two%3a+una+garanzia+per+la+difesa+personale+e+abitativa!!!&amp;referrer=" width="1px" height="1px" border="0" alt=""&gt;&lt;img style="position:absolute" alt="" width="0px" height="0px" src="http://c.live.com/c.gif?NC=31263&amp;amp;NA=1149&amp;amp;PI=73329&amp;amp;RF=&amp;amp;DI=3919&amp;amp;PS=85545&amp;amp;TP=arthistoriangerpec.spaces.live.com&amp;amp;GT1=arthistoriangerpec"&gt;</description><comments>http://arthistoriangerpec.spaces.live.com/Blog/cns!9B3BD5A6C445A2B9!764.entry#comment</comments><guid isPermaLink="true">http://arthistoriangerpec.spaces.live.com/Blog/cns!9B3BD5A6C445A2B9!764.entry</guid><pubDate>Wed, 21 May 2008 17:59:01 GMT</pubDate><slash:comments>0</slash:comments><msn:type>blogentry</msn:type><live:type>blogentry</live:type><live:typelabel>Blog entry</live:typelabel><wfw:commentRss>http://arthistoriangerpec.spaces.live.com/blog/cns!9B3BD5A6C445A2B9!764/comments/feed.rss</wfw:commentRss><wfw:comment>http://arthistoriangerpec.spaces.live.com/Blog/cns!9B3BD5A6C445A2B9!764.entry#comment</wfw:comment><dcterms:modified>2008-05-21T17:59:01Z</dcterms:modified></item><item><title>Una onesta riflessione per capire...come si fa la storia dell'arte</title><link>http://arthistoriangerpec.spaces.live.com/Blog/cns!9B3BD5A6C445A2B9!763.entry</link><description>&lt;p style="margin:0cm 0cm 0pt;text-align:right" align=center&gt;&lt;i style=""&gt;&lt;span style="font-size:10pt"&gt;&lt;font face="Times New Roman"&gt;&lt;strong&gt;&lt;font size=5&gt;&lt;font color="#ff0000"&gt;Può darsi che il più di quel che mi è venuto in mente sia stato&lt;/font&gt;&lt;/font&gt;&lt;/strong&gt;
&lt;p style="margin:0cm 0cm 0pt;text-align:right" align=left&gt;&lt;i style=""&gt;&lt;span style="font-size:10pt"&gt;&lt;font face="Times New Roman"&gt;&lt;strong&gt;&lt;font size=5&gt;&lt;font color="#ff0000"&gt;espresso già da altri, forse con più saldi fondamenti. Ma oso prender&lt;/font&gt;&lt;/font&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/font&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;
&lt;p style="margin:0cm 0cm 0pt;text-align:right" align=center&gt;&lt;i style=""&gt;&lt;span style="font-size:10pt"&gt;&lt;font face="Times New Roman"&gt;&lt;strong&gt;&lt;font size=5&gt;&lt;font color="#ff0000"&gt;la parola persuaso che opinioni acquisite direttamente dalla personale &lt;/font&gt;&lt;/font&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/font&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;
&lt;p style="margin:0cm 0cm 0pt;text-align:right" align=center&gt;&lt;i style=""&gt;&lt;span style="font-size:10pt"&gt;&lt;font face="Times New Roman"&gt;&lt;strong&gt;&lt;font size=5&gt;&lt;font color="#ff0000"&gt;osservazione delle opere d’arte hanno un valore educativo di testimonianza&lt;/font&gt;&lt;/font&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/font&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;
&lt;p style="margin:0cm 0cm 0pt;text-align:right" align=center&gt;&lt;i style=""&gt;&lt;span style="font-size:10pt"&gt;&lt;font face="Times New Roman"&gt;&lt;strong&gt;&lt;font size=5&gt;&lt;font color="#ff0000"&gt;onesta e possono pretendere di venir prese in considerazione.”&lt;/font&gt;&lt;/font&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/font&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;
&lt;p style="margin:0cm 0cm 0pt;text-align:right" align=center&gt;&lt;i style=""&gt;&lt;span style="font-size:10pt"&gt;&lt;font face="Times New Roman"&gt;&lt;strong&gt;&lt;font size=5&gt;&lt;font color="#ff0000"&gt;(Max J. Friedländer)&lt;/font&gt;&lt;/font&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/font&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;
&lt;p style="margin:0cm 0cm 0pt;text-align:right" align=center&gt;&lt;strong&gt;&lt;font color="#ff0000" size=5&gt;“&lt;/font&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/font&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;img src="http://c.services.spaces.live.com/CollectionWebService/c.gif?cid=-7260975061970607431&amp;page=RSS%3a+Una+onesta+riflessione+per+capire...come+si+fa+la+storia+dell'arte&amp;referrer=" width="1px" height="1px" border="0" alt=""&gt;&lt;img style="position:absolute" alt="" width="0px" height="0px" src="http://c.live.com/c.gif?NC=31263&amp;amp;NA=1149&amp;amp;PI=73329&amp;amp;RF=&amp;amp;DI=3919&amp;amp;PS=85545&amp;amp;TP=arthistoriangerpec.spaces.live.com&amp;amp;GT1=arthistoriangerpec"&gt;</description><comments>http://arthistoriangerpec.spaces.live.com/Blog/cns!9B3BD5A6C445A2B9!763.entry#comment</comments><guid isPermaLink="true">http://arthistoriangerpec.spaces.live.com/Blog/cns!9B3BD5A6C445A2B9!763.entry</guid><pubDate>Sun, 18 May 2008 07:34:43 GMT</pubDate><slash:comments>0</slash:comments><msn:type>blogentry</msn:type><live:type>blogentry</live:type><live:typelabel>Blog entry</live:typelabel><wfw:commentRss>http://arthistoriangerpec.spaces.live.com/blog/cns!9B3BD5A6C445A2B9!763/comments/feed.rss</wfw:commentRss><wfw:comment>http://arthistoriangerpec.spaces.live.com/Blog/cns!9B3BD5A6C445A2B9!763.entry#comment</wfw:comment><dcterms:modified>2008-05-18T07:34:43Z</dcterms:modified></item><item><title>Bernard Berenson: a proposito delle donne</title><link>http://arthistoriangerpec.spaces.live.com/Blog/cns!9B3BD5A6C445A2B9!751.entry</link><description>&lt;div&gt;&lt;strong&gt;&lt;font color="#002060" size=3&gt;&amp;quot;La sorte delle donne non maritate che ho conosciuto mi fa considerare se non sarebbe consigliabile di sconsigliare il celibato casto. Come vanno avanti negli anni e si avvicinano alla quarantina, il loro desiderio di compagnia maschile cresce e, quando per caso mi stanno vicino, le sento vibrare di desiderio; non importa la loro età e non importa fino a che punto loro stesse si rendono conto di quello che sentono. Le donne maritate con figli, hanno questi per sfogare i loro sentimenti erotici. Gertrude Stein mi diceva, che lei, questi sentimenti li calmava, abbracciando altre donne. Sono i sentimenti soppressi delle veramente caste, quelli che avvelenano.&amp;quot; (Bernard Berenson, 5 dicembre 1950).&lt;/font&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;&lt;strong&gt;&lt;font color="#002060" size=3&gt;&lt;/font&gt;&lt;/strong&gt; &lt;/div&gt;
&lt;div&gt;&lt;strong&gt;&lt;font color="#002060" size=3&gt;&amp;quot;Lo stato di moglie e di madre dovrebbe essere l'ideale per una donna perché ammette tanto il sesso quanto il lavoro. Ma in molti casi (forse nella maggior parte dei casi) la monogamia non basta più alla femmina vitale, come non basta più all'uomo dotato. Lei è la guastafeste che può rovinare non solo la famiglia, ma una intera società, nella sua istintiva aspirazione verso la doppia soddisfazione del sesso e dell'attività sociale.&amp;quot; (Bernard Berenson, 25 maggio 1948)&lt;/font&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;&lt;strong&gt;&lt;font color="#002060" size=3&gt;&lt;/font&gt;&lt;/strong&gt; &lt;/div&gt;
&lt;div&gt;&lt;strong&gt;&lt;font color="#ff0000" size=2&gt;Sono aperti i commenti: che ne pensate di quello che ha scritto questo grande storico dell'arte a proposito delle donne? Chi vuole dire la propria opinione si faccia avanti...&lt;/font&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://c.services.spaces.live.com/CollectionWebService/c.gif?cid=-7260975061970607431&amp;page=RSS%3a+Bernard+Berenson%3a+a+proposito+delle+donne&amp;referrer=" width="1px" height="1px" border="0" alt=""&gt;&lt;img style="position:absolute" alt="" width="0px" height="0px" src="http://c.live.com/c.gif?NC=31263&amp;amp;NA=1149&amp;amp;PI=73329&amp;amp;RF=&amp;amp;DI=3919&amp;amp;PS=85545&amp;amp;TP=arthistoriangerpec.spaces.live.com&amp;amp;GT1=arthistoriangerpec"&gt;</description><comments>http://arthistoriangerpec.spaces.live.com/Blog/cns!9B3BD5A6C445A2B9!751.entry#comment</comments><guid isPermaLink="true">http://arthistoriangerpec.spaces.live.com/Blog/cns!9B3BD5A6C445A2B9!751.entry</guid><pubDate>Wed, 30 Apr 2008 15:38:26 GMT</pubDate><slash:comments>0</slash:comments><msn:type>blogentry</msn:type><live:type>blogentry</live:type><live:typelabel>Blog entry</live:typelabel><wfw:commentRss>http://arthistoriangerpec.spaces.live.com/blog/cns!9B3BD5A6C445A2B9!751/comments/feed.rss</wfw:commentRss><wfw:comment>http://arthistoriangerpec.spaces.live.com/Blog/cns!9B3BD5A6C445A2B9!751.entry#comment</wfw:comment><dcterms:modified>2008-04-30T15:38:26Z</dcterms:modified></item><item><title>Miei scritti nel catalogo elettronico del Kunsthistoriches Institut in Florenz (Firenze)</title><link>http://arthistoriangerpec.spaces.live.com/Blog/cns!9B3BD5A6C445A2B9!739.entry</link><description>&lt;div&gt; 
&lt;div&gt;
&lt;table width="100%" summary=Label&gt;
&lt;tbody&gt;
&lt;tr&gt;
&lt;td valign=top align=left&gt;&lt;font size="+2"&gt;&lt;font color="#0000c0"&gt;&lt;a href="http://www.khi.fi.it/it/bibliothek/kataloge/"&gt;&lt;u&gt;&lt;font color="#0000ff"&gt;Catalogo elettronico - Kunsthistorisches Institut in Florenz, Max-Planck-Institut&lt;/font&gt;&lt;/u&gt;&lt;/a&gt; &lt;/font&gt;&lt;/font&gt;
&lt;td valign=top&gt;
&lt;table cellspacing=0 cellpadding=0 width="100%" summary="quick links" border=0&gt;
&lt;tbody&gt;
&lt;tr&gt;
&lt;td valign=top align=right&gt;
 &lt;small&gt;&lt;font size=2&gt;Ricerca diretta: &lt;/font&gt; &lt;/small&gt;&lt;font size=3&gt; &lt;br&gt;&lt;/font&gt;&lt;b&gt;&lt;i&gt;&lt;a href="http://www.ub.uni-duesseldorf.de/home/ueber_uns/projekte/abgeschlossene_projekte/milos" target="_blank"&gt;&lt;font size=-1&gt;&lt;u&gt;&lt;font color="#0000ff"&gt;... powered by MILOS&lt;/font&gt;&lt;/u&gt;&lt;/font&gt;&lt;/a&gt;&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;font size=3&gt; &lt;/font&gt;
&lt;tr&gt;
&lt;td valign=bottom align=right&gt;
&lt;h2&gt;Risultati&lt;/h2&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;/div&gt;
&lt;hr size=2&gt;

&lt;div&gt;
&lt;table width="100%" border=0&gt;
&lt;tbody&gt;
&lt;tr&gt;
&lt;td&gt;5 risultati della Sua ricerca:
&lt;tr&gt;
&lt;td&gt;  
&lt;td align=right&gt;&lt;br&gt;ordinato &lt;a href="http://opac.khi.fi.it/cgi-bin/hkhi_it.pl#format"&gt;&lt;u&gt;&lt;font color="#0000ff"&gt;secondo l'anno di pubblicazione (discendente)&lt;/font&gt;&lt;/u&gt;&lt;/a&gt; &lt;br&gt;data ricerca 23-04-2008 18.20&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;
&lt;table width="100%" border=0&gt;
&lt;tbody&gt;
&lt;tr&gt;
&lt;td&gt;&lt;a href="http://opac.khi.fi.it/cgi-bin/hkhi_it.pl?q_0=Gerardo+Pecci&amp;amp;qq_0=PERGerardo+Pecci&amp;amp;qr_0=Gerardo+Pecci&amp;amp;v_0=PER&amp;amp;q_1=&amp;amp;qq_1=TIT&amp;amp;qr_1=&amp;amp;v_1=TIT&amp;amp;q_2=&amp;amp;qq_2=TOP&amp;amp;qr_2=&amp;amp;v_2=TOP&amp;amp;q_3=&amp;amp;qq_3=SYT&amp;amp;qr_3=&amp;amp;v_3=SYT&amp;amp;jvonbis=&amp;amp;jsach=&amp;amp;reccheck=850713^794742^893108^893109^875325&amp;amp;position=1&amp;amp;sortierung=ejahrab&amp;amp;t_allegro=x"&gt;&lt;font color="#0000ff"&gt;&lt;u&gt;[Ritorno all'elenco dei titoli in breve]&lt;/u&gt;&lt;/font&gt;&lt;/a&gt;
&lt;td&gt;&lt;a href="http://opac.khi.fi.it/cgi-bin/hkhi_it.pl?q_0=Gerardo+Pecci&amp;amp;qq_0=PERGerardo+Pecci&amp;amp;qr_0=Gerardo+Pecci&amp;amp;v_0=PER&amp;amp;q_1=&amp;amp;qq_1=TIT&amp;amp;qr_1=&amp;amp;v_1=TIT&amp;amp;q_2=&amp;amp;qq_2=TOP&amp;amp;qr_2=&amp;amp;v_2=TOP&amp;amp;q_3=&amp;amp;qq_3=SYT&amp;amp;qr_3=&amp;amp;v_3=SYT&amp;amp;jvonbis=&amp;amp;jsach=&amp;amp;reccheck=850713^794742^893108^893109^875325&amp;amp;position=1&amp;amp;sortierung=ejahrab&amp;amp;t_maske=x"&gt;&lt;font color="#0000ff"&gt;&lt;u&gt;[Ricerca modulo]&lt;/u&gt;&lt;/font&gt;&lt;/a&gt;
&lt;td&gt;&lt;a href="http://opac.khi.fi.it/cgi-bin/hkhi_it.pl?q_0=Gerardo+Pecci&amp;amp;qq_0=PERGerardo+Pecci&amp;amp;qr_0=Gerardo+Pecci&amp;amp;v_0=PER&amp;amp;q_1=&amp;amp;qq_1=TIT&amp;amp;qr_1=&amp;amp;v_1=TIT&amp;amp;q_2=&amp;amp;qq_2=TOP&amp;amp;qr_2=&amp;amp;v_2=TOP&amp;amp;q_3=&amp;amp;qq_3=SYT&amp;amp;qr_3=&amp;amp;v_3=SYT&amp;amp;jvonbis=&amp;amp;jsach=&amp;amp;reccheck=850713^794742^893108^893109^875325&amp;amp;position=1&amp;amp;sortierung=ejahrab&amp;amp;gb=regsrch&amp;amp;t_help_help/help=x#result"&gt;&lt;u&gt;&lt;font color="#0000ff"&gt;[Aiuto]&lt;/font&gt;&lt;/u&gt;&lt;/a&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;&lt;u&gt;&lt;font color="#0000ff"&gt;
&lt;hr&gt;
&lt;/font&gt;&lt;/u&gt;
&lt;table width="100%" border=0&gt;
&lt;tbody&gt;
&lt;tr valign=top&gt;
&lt;td width="70%"&gt;
&lt;p&gt;Ancora su Giacomo Colombo : la statua di San Pietro a Serre / Gerardo Pecci&lt;a href="http://opac.khi.fi.it/cgi-bin/hkhi_it.pl?t_explizit=x&amp;amp;index=IDN&amp;amp;s1=gzz427493"&gt;&lt;u&gt;&lt;font color="#0000ff"&gt;In:&lt;/font&gt;&lt;/u&gt;&lt;/a&gt; Rassegna storica salernitana, N.S. 24.2007 No. 1, p. 183-197 
&lt;dl&gt;&lt;/dl&gt;
&lt;dl&gt;
&lt;dt&gt;&lt;i&gt;Systematik: &lt;/i&gt;&lt;a href="http://opac.khi.fi.it/cgi-bin/hkhi_it.pl?t_acindex=x&amp;amp;index=SYS&amp;amp;s1=Kd."&gt;&lt;u&gt;&lt;font color="#0000ff"&gt;PLASTIK&lt;/font&gt;&lt;/u&gt;&lt;/a&gt; / &lt;a href="http://opac.khi.fi.it/cgi-bin/hkhi_it.pl?t_allegro=x&amp;amp;v_0=GET&amp;amp;q_0=Kampanien"&gt;&lt;u&gt;&lt;font color="#0000ff"&gt;Kampanien&lt;/font&gt;&lt;/u&gt;&lt;/a&gt; / 1700,ca. 
&lt;dt&gt;&lt;i&gt;Topographisches Schlagwort: &lt;/i&gt;&lt;a href="http://opac.khi.fi.it/cgi-bin/hkhi_it.pl?t_acindex=x&amp;amp;index=TOP&amp;amp;s1=Serre%A0/San+Martino+Vescovo"&gt;&lt;u&gt;&lt;font color="#0000ff"&gt;Serre / San Martino Vescovo&lt;/font&gt;&lt;/u&gt;&lt;/a&gt; / Ausstattung 
&lt;dt&gt;&lt;i&gt;Personen: &lt;/i&gt;&lt;a href="http://opac.khi.fi.it/cgi-bin/hkhi_it.pl?t_acindex=x&amp;amp;index=PER&amp;amp;s1=Petrus+&amp;lt;Apostolus&amp;gt;"&gt;&lt;u&gt;&lt;font color="#0000ff"&gt;Petrus &amp;lt;Apostolus&amp;gt;&lt;/font&gt;&lt;/u&gt;&lt;/a&gt; / Ikonographie / 1700,ca. 
&lt;dt&gt;&lt;i&gt;Künstler: &lt;/i&gt;&lt;a href="http://opac.khi.fi.it/cgi-bin/hkhi_it.pl?t_acindex=x&amp;amp;index=PER&amp;amp;s1=Colombo,+Giacomo"&gt;&lt;u&gt;&lt;font color="#0000ff"&gt;Colombo, Giacomo&lt;/font&gt;&lt;/u&gt;&lt;/a&gt;&lt;/dl&gt;
&lt;td&gt;
&lt;p&gt;B 929 za
&lt;p&gt;[&lt;a title="Visualizzazione dettagliata del titolo del periodico e dei fascicoli presenti" href="http://opac.khi.fi.it/cgi-bin/hkhi_it.pl?t_explizit=x&amp;amp;index=IDN&amp;amp;s1=gzz427493"&gt;&lt;u&gt;&lt;font color="#0000ff"&gt;Scheda bibliografica della rivista&lt;/font&gt;&lt;/u&gt;&lt;/a&gt;]&lt;br&gt;&lt;a title="Elenco delle biblioteche tedesche che possiedono questa rivista (ZDB)" href="http://dispatch.opac.d-nb.de/DB=1.1/CMD?ACT=SRCHA&amp;amp;PRS=HOL&amp;amp;IKT=8506&amp;amp;TRM=427493-3&amp;amp;HOLDINGS_YEAR=2007"&gt;&lt;u&gt;&lt;font color="#0000ff"&gt;[Patrimoni di biblioteche tedesche (ZDB)]&lt;/font&gt;&lt;/u&gt;&lt;/a&gt; &lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;
&lt;hr&gt;

&lt;table width="100%" border=0&gt;
&lt;tbody&gt;
&lt;tr valign=top&gt;
&lt;td width="70%"&gt;
&lt;p&gt;Riflessioni su Giacomo Colombo e sulla statua della Madonna del Rosario in Postiglione / Gerardo Pecci&lt;a href="http://opac.khi.fi.it/cgi-bin/hkhi_it.pl?t_explizit=x&amp;amp;index=IDN&amp;amp;s1=gzz427493"&gt;&lt;u&gt;&lt;font color="#0000ff"&gt;In:&lt;/font&gt;&lt;/u&gt;&lt;/a&gt; Rassegna storica salernitana, N.S. 22.2005 No. 43, p. 149-179 
&lt;dl&gt;&lt;/dl&gt;
&lt;dl&gt;
&lt;dt&gt;&lt;i&gt;Systematik: &lt;/i&gt;&lt;a href="http://opac.khi.fi.it/cgi-bin/hkhi_it.pl?t_acindex=x&amp;amp;index=SYS&amp;amp;s1=Kd."&gt;&lt;u&gt;&lt;font color="#0000ff"&gt;PLASTIK&lt;/font&gt;&lt;/u&gt;&lt;/a&gt; / &lt;a href="http://opac.khi.fi.it/cgi-bin/hkhi_it.pl?t_allegro=x&amp;amp;v_0=GET&amp;amp;q_0=Kampanien"&gt;&lt;u&gt;&lt;font color="#0000ff"&gt;Kampanien&lt;/font&gt;&lt;/u&gt;&lt;/a&gt; / 1650-1750 
&lt;dt&gt;&lt;i&gt;Topographisches Schlagwort: &lt;/i&gt;&lt;a href="http://opac.khi.fi.it/cgi-bin/hkhi_it.pl?t_acindex=x&amp;amp;index=TOP&amp;amp;s1=Postiglione%A0/San+Giorgio"&gt;&lt;u&gt;&lt;font color="#0000ff"&gt;Postiglione / San Giorgio&lt;/font&gt;&lt;/u&gt;&lt;/a&gt; / Ausstattung 
&lt;dt&gt;&lt;i&gt;Künstler: &lt;/i&gt;&lt;a href="http://opac.khi.fi.it/cgi-bin/hkhi_it.pl?t_acindex=x&amp;amp;index=PER&amp;amp;s1=Colombo,+Giacomo"&gt;&lt;u&gt;&lt;font color="#0000ff"&gt;Colombo, Giacomo&lt;/font&gt;&lt;/u&gt;&lt;/a&gt;&lt;/dl&gt;
&lt;td&gt;
&lt;p&gt;B 929 za
&lt;p&gt;[&lt;a title="Visualizzazione dettagliata del titolo del periodico e dei fascicoli presenti" href="http://opac.khi.fi.it/cgi-bin/hkhi_it.pl?t_explizit=x&amp;amp;index=IDN&amp;amp;s1=gzz427493"&gt;&lt;u&gt;&lt;font color="#0000ff"&gt;Scheda bibliografica della rivista&lt;/font&gt;&lt;/u&gt;&lt;/a&gt;]&lt;br&gt;&lt;a title="Elenco delle biblioteche tedesche che possiedono questa rivista (ZDB)" href="http://dispatch.opac.d-nb.de/DB=1.1/CMD?ACT=SRCHA&amp;amp;PRS=HOL&amp;amp;IKT=8506&amp;amp;TRM=427493-3&amp;amp;HOLDINGS_YEAR=2005"&gt;&lt;u&gt;&lt;font color="#0000ff"&gt;[Patrimoni di biblioteche tedesche (ZDB)]&lt;/font&gt;&lt;/u&gt;&lt;/a&gt; &lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;
&lt;hr&gt;

&lt;table width="100%" border=0&gt;
&lt;tbody&gt;
&lt;tr valign=top&gt;
&lt;td width="70%"&gt;
&lt;p&gt;Gerardo Pecci
&lt;dl&gt;
&lt;dt&gt;&lt;em&gt;Rezension von: &lt;/em&gt;Scrivere in oro : ricettari medievali d'arte e artigianato (secoli IX - X) ; codici di Lucca e Ivrea / Adriano Caffaro. – Napoli : Liguori, 2003. – (Nuovo Medioevo ; 66)&lt;/dl&gt;&lt;a href="http://opac.khi.fi.it/cgi-bin/hkhi_it.pl?t_explizit=x&amp;amp;index=IDN&amp;amp;s1=gzz427493"&gt;&lt;u&gt;&lt;font color="#0000ff"&gt;In:&lt;/font&gt;&lt;/u&gt;&lt;/a&gt; Rassegna storica salernitana, N.S. 21.2004 No. 42, p. 381-382 
&lt;dl&gt;&lt;/dl&gt;
&lt;td&gt;
&lt;p&gt;B 929 za
&lt;p&gt;[&lt;a title="Visualizzazione dettagliata del titolo del periodico e dei fascicoli presenti" href="http://opac.khi.fi.it/cgi-bin/hkhi_it.pl?t_explizit=x&amp;amp;index=IDN&amp;amp;s1=gzz427493"&gt;&lt;u&gt;&lt;font color="#0000ff"&gt;Scheda bibliografica della rivista&lt;/font&gt;&lt;/u&gt;&lt;/a&gt;]&lt;br&gt;&lt;a title="Elenco delle biblioteche tedesche che possiedono questa rivista (ZDB)" href="http://dispatch.opac.d-nb.de/DB=1.1/CMD?ACT=SRCHA&amp;amp;PRS=HOL&amp;amp;IKT=8506&amp;amp;TRM=427493-3&amp;amp;HOLDINGS_YEAR=2004"&gt;&lt;u&gt;&lt;font color="#0000ff"&gt;[Patrimoni di biblioteche tedesche (ZDB)]&lt;/font&gt;&lt;/u&gt;&lt;/a&gt; &lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;
&lt;hr&gt;

&lt;table width="100%" border=0&gt;
&lt;tbody&gt;
&lt;tr valign=top&gt;
&lt;td width="70%"&gt;
&lt;p&gt;Giuseppe Falanga
&lt;dl&gt;
&lt;dt&gt;&lt;em&gt;Rezension von: &lt;/em&gt;Un'opera d'arte rinascimentale a Serre : il tabernacolo eucaristico nella chiesa di S. Martino vescovo / Gerardo Pecci. – Salerno : 2002. – (Quaderni Arci Postiglione)&lt;/dl&gt;&lt;a href="http://opac.khi.fi.it/cgi-bin/hkhi_it.pl?t_explizit=x&amp;amp;index=IDN&amp;amp;s1=gzz427493"&gt;&lt;u&gt;&lt;font color="#0000ff"&gt;In:&lt;/font&gt;&lt;/u&gt;&lt;/a&gt; Rassegna storica salernitana, N.S. 20.2003 No. 40, p. 421-423 
&lt;dl&gt;&lt;/dl&gt;
&lt;td&gt;
&lt;p&gt;B 929 za
&lt;p&gt;[&lt;a title="Visualizzazione dettagliata del titolo del periodico e dei fascicoli presenti" href="http://opac.khi.fi.it/cgi-bin/hkhi_it.pl?t_explizit=x&amp;amp;index=IDN&amp;amp;s1=gzz427493"&gt;&lt;u&gt;&lt;font color="#0000ff"&gt;Scheda bibliografica della rivista&lt;/font&gt;&lt;/u&gt;&lt;/a&gt;]&lt;br&gt;&lt;a title="Elenco delle biblioteche tedesche che possiedono questa rivista (ZDB)" href="http://dispatch.opac.d-nb.de/DB=1.1/CMD?ACT=SRCHA&amp;amp;PRS=HOL&amp;amp;IKT=8506&amp;amp;TRM=427493-3&amp;amp;HOLDINGS_YEAR=2003"&gt;&lt;u&gt;&lt;font color="#0000ff"&gt;[Patrimoni di biblioteche tedesche (ZDB)]&lt;/font&gt;&lt;/u&gt;&lt;/a&gt; &lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;
&lt;hr&gt;

&lt;table width="100%" border=0&gt;
&lt;tbody&gt;
&lt;tr valign=top&gt;
&lt;td width="70%"&gt;
&lt;p&gt;Gerardo Pecci
&lt;dl&gt;
&lt;dt&gt;&lt;em&gt;Rezension von: &lt;/em&gt;Storia dell'arte nell'Italia meridionale : il Cinquecento / Francesco Abbate. – Roma : Donzelli: 2001&lt;/dl&gt;&lt;a href="http://opac.khi.fi.it/cgi-bin/hkhi_it.pl?t_explizit=x&amp;amp;index=IDN&amp;amp;s1=gzz427493"&gt;&lt;u&gt;&lt;font color="#0000ff"&gt;In:&lt;/font&gt;&lt;/u&gt;&lt;/a&gt; Rassegna storica salernitana, N.S. 19.2002 No. 1, p. 382-384 
&lt;dl&gt;&lt;/dl&gt;
&lt;td&gt;
&lt;p&gt;B 929 za
&lt;p&gt;[&lt;a title="Visualizzazione dettagliata del titolo del periodico e dei fascicoli presenti" href="http://opac.khi.fi.it/cgi-bin/hkhi_it.pl?t_explizit=x&amp;amp;index=IDN&amp;amp;s1=gzz427493"&gt;&lt;u&gt;&lt;font color="#0000ff"&gt;Scheda bibliografica della rivista&lt;/font&gt;&lt;/u&gt;&lt;/a&gt;]&lt;br&gt;&lt;a title="Elenco delle biblioteche tedesche che possiedono questa rivista (ZDB)" href="http://dispatch.opac.d-nb.de/DB=1.1/CMD?ACT=SRCHA&amp;amp;PRS=HOL&amp;amp;IKT=8506&amp;amp;TRM=427493-3&amp;amp;HOLDINGS_YEAR=2002"&gt;&lt;u&gt;&lt;font color="#0000ff"&gt;[Patrimoni di biblioteche tedesche (ZDB)]&lt;/font&gt;&lt;/u&gt;&lt;/a&gt; &lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;
&lt;hr size=2&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;
              
&lt;h3&gt;&lt;a&gt;Altro schema&lt;/a&gt;&lt;/h3&gt;
&lt;table width="100%" border=0&gt;
&lt;tbody&gt;
&lt;tr&gt;
&lt;th align=left&gt;Selezione
&lt;th align=left&gt;Schema
&lt;th align=left&gt;Codificazione
&lt;tr&gt;
&lt;td valign=top&gt;secondo l'anno di pubblicazione (ascendente)&lt;br&gt;&lt;i&gt;secondo l'anno di pubblicazione (discendente)&lt;br&gt;&lt;/i&gt;secondo autore (ascendente)&lt;br&gt;secondo autore (discendente)&lt;br&gt;secondo titolo (ascendente)&lt;br&gt;secondo titolo (discendente)&lt;br&gt;nessuna selezione&lt;br&gt;
&lt;td valign=top&gt;&lt;i&gt;Standard&lt;br&gt;&lt;/i&gt;Formato interno allegro&lt;br&gt;Formato interno con collagamenti&lt;br&gt;
&lt;td valign=top&gt;&lt;i&gt;HTML&lt;br&gt;&lt;/i&gt;ANSI&lt;br&gt;DOS&lt;br&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;
&lt;dl&gt;
&lt;dd&gt;  &lt;/dl&gt;&lt;/div&gt;
&lt;hr size=2&gt;

&lt;div&gt;
&lt;table cellspacing=0 cellpadding=3 width="100%" summary=backmatter border=0&gt;
&lt;tbody&gt;
&lt;tr&gt;
&lt;td align=left&gt;
&lt;ul&gt;
&lt;li&gt;&lt;a href="http://opac.khi.fi.it/cgi-bin/hkhi_it.pl?t_maske=x"&gt;&lt;font color="#0000ff"&gt;&lt;u&gt;[Ricerca modulo]&lt;/u&gt;&lt;/font&gt;&lt;/a&gt;
&lt;li&gt;&lt;a href="http://www.khi.fi.it/"&gt;&lt;u&gt;&lt;font color="#0000ff"&gt;[Kunsthistorisches Institut]&lt;/font&gt;&lt;/u&gt;&lt;/a&gt;&lt;/ul&gt;
&lt;td align=right&gt;&lt;font size=-1&gt;Per suggerimenti e commenti per favore &lt;a href="mailto:KHI-Webmaster@khi.fi.it"&gt;&lt;u&gt;&lt;font color="#0000ff"&gt;mail al webmaster&lt;/font&gt;&lt;/u&gt;&lt;/a&gt; &lt;/font&gt;
&lt;tr&gt;
&lt;td align=middle colspan=2&gt;&lt;font size=-1&gt;© 1997-2007 Zentralinstitut für Kunstgeschichte München, Bibliotheca Hertziana - Istituto Max Planck per la storia dell'arte - Roma é Kunsthistorisches Institut in Florenz, Max-Planck-Institut &lt;br&gt;&lt;i&gt;allegro&lt;/i&gt; Avanti populo v1.17. © 1995-2003 Universitätsbibliothek Braunschweig; Thomas Berger, Bonn &lt;/font&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://c.services.spaces.live.com/CollectionWebService/c.gif?cid=-7260975061970607431&amp;page=RSS%3a+Miei+scritti+nel+catalogo+elettronico+del+Kunsthistoriches+Institut+in+Florenz+(Firenze)&amp;referrer=" width="1px" height="1px" border="0" alt=""&gt;&lt;img style="position:absolute" alt="" width="0px" height="0px" src="http://c.live.com/c.gif?NC=31263&amp;amp;NA=1149&amp;amp;PI=73329&amp;amp;RF=&amp;amp;DI=3919&amp;amp;PS=85545&amp;amp;TP=arthistoriangerpec.spaces.live.com&amp;amp;GT1=arthistoriangerpec"&gt;</description><comments>http://arthistoriangerpec.spaces.live.com/Blog/cns!9B3BD5A6C445A2B9!739.entry#comment</comments><guid isPermaLink="true">http://arthistoriangerpec.spaces.live.com/Blog/cns!9B3BD5A6C445A2B9!739.entry</guid><pubDate>Wed, 23 Apr 2008 16:29:58 GMT</pubDate><slash:comments>0</slash:comments><msn:type>blogentry</msn:type><live:type>blogentry</live:type><live:typelabel>Blog entry</live:typelabel><wfw:commentRss>http://arthistoriangerpec.spaces.live.com/blog/cns!9B3BD5A6C445A2B9!739/comments/feed.rss</wfw:commentRss><wfw:comment>http://arthistoriangerpec.spaces.live.com/Blog/cns!9B3BD5A6C445A2B9!739.entry#comment</wfw:comment><dcterms:modified>2008-04-23T16:29:58Z</dcterms:modified></item><item><title>L'ARTE E'...</title><link>http://arthistoriangerpec.spaces.live.com/Blog/cns!9B3BD5A6C445A2B9!643.entry</link><description>&lt;div&gt;
&lt;p style="margin:5pt 3pt;text-align:center" align=center&gt;&lt;b&gt;&lt;font color="#c0504d"&gt;&lt;font size=3&gt;&lt;span style="font-size:10pt;font-family:Arial"&gt;L'arte é l'aratro dei sogni,&lt;br&gt;il linguaggio in azione.&lt;/span&gt;&lt;/font&gt;&lt;/font&gt;&lt;/b&gt;
&lt;p style="margin:5pt 3pt;text-align:center" align=center&gt;&lt;b&gt;&lt;font color="#c0504d"&gt;&lt;font size=3&gt;&lt;span style="font-size:10pt;font-family:Arial"&gt;L'arte é comunicazione di estasi in&lt;br&gt;sintonia con mondi cosmici.&lt;/span&gt;&lt;/font&gt;&lt;/font&gt;&lt;/b&gt;
&lt;p style="margin:5pt 3pt;text-align:center" align=center&gt;&lt;b&gt;&lt;font color="#c0504d"&gt;&lt;font size=3&gt;&lt;span style="font-size:10pt;font-family:Arial"&gt;L'arte é mani pensanti che assorbono&lt;br&gt;e riversano vibranti spasimi su colori in attesa,&lt;br&gt;trasfigurati da evidente immaginazione.&lt;/span&gt;&lt;/font&gt;&lt;/font&gt;&lt;/b&gt;
&lt;p style="margin:5pt 3pt;text-align:center" align=center&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-size:10pt;font-family:Arial"&gt;&lt;font color="#c0504d"&gt;&lt;font size=3&gt;L'arte é maestra indomita di vita in movimento&lt;br&gt;che speranzosa attende la caparbietà di nuove coscienze.&lt;/font&gt;&lt;/font&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;
&lt;p style="margin:5pt 3pt;text-align:center" align=center&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-size:10pt;font-family:Arial"&gt;&lt;font color="#c0504d"&gt;&lt;font size=3&gt;&lt;/font&gt;&lt;/font&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt; &lt;/div&gt;&lt;img src="http://c.services.spaces.live.com/CollectionWebService/c.gif?cid=-7260975061970607431&amp;page=RSS%3a+L'ARTE+E'...&amp;referrer=" width="1px" height="1px" border="0" alt=""&gt;&lt;img style="position:absolute" alt="" width="0px" height="0px" src="http://c.live.com/c.gif?NC=31263&amp;amp;NA=1149&amp;amp;PI=73329&amp;amp;RF=&amp;amp;DI=3919&amp;amp;PS=85545&amp;amp;TP=arthistoriangerpec.spaces.live.com&amp;amp;GT1=arthistoriangerpec"&gt;</description><comments>http://arthistoriangerpec.spaces.live.com/Blog/cns!9B3BD5A6C445A2B9!643.entry#comment</comments><guid isPermaLink="true">http://arthistoriangerpec.spaces.live.com/Blog/cns!9B3BD5A6C445A2B9!643.entry</guid><pubDate>Mon, 07 Apr 2008 14:45:23 GMT</pubDate><slash:comments>1</slash:comments><msn:type>blogentry</msn:type><live:type>blogentry</live:type><live:typelabel>Blog entry</live:typelabel><wfw:commentRss>http://arthistoriangerpec.spaces.live.com/blog/cns!9B3BD5A6C445A2B9!643/comments/feed.rss</wfw:commentRss><wfw:comment>http://arthistoriangerpec.spaces.live.com/Blog/cns!9B3BD5A6C445A2B9!643.entry#comment</wfw:comment><dcterms:modified>2008-04-07T14:45:23Z</dcterms:modified></item><item><title>lo specchio dell'anima</title><link>http://arthistoriangerpec.spaces.live.com/Blog/cns!9B3BD5A6C445A2B9!607.entry</link><description>&lt;div&gt;&lt;font size=4&gt;&lt;strong&gt;Si usa uno specchio di vetro per guardare il viso, si usano le opere d'arte per guardare la propria anima.&lt;br&gt;&lt;/strong&gt;George Bernard Shaw&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://c.services.spaces.live.com/CollectionWebService/c.gif?cid=-7260975061970607431&amp;page=RSS%3a+lo+specchio+dell'anima&amp;referrer=" width="1px" height="1px" border="0" alt=""&gt;&lt;img style="position:absolute" alt="" width="0px" height="0px" src="http://c.live.com/c.gif?NC=31263&amp;amp;NA=1149&amp;amp;PI=73329&amp;amp;RF=&amp;amp;DI=3919&amp;amp;PS=85545&amp;amp;TP=arthistoriangerpec.spaces.live.com&amp;amp;GT1=arthistoriangerpec"&gt;</description><comments>http://arthistoriangerpec.spaces.live.com/Blog/cns!9B3BD5A6C445A2B9!607.entry#comment</comments><guid isPermaLink="true">http://arthistoriangerpec.spaces.live.com/Blog/cns!9B3BD5A6C445A2B9!607.entry</guid><pubDate>Mon, 24 Mar 2008 21:51:12 GMT</pubDate><slash:comments>1</slash:comments><msn:type>blogentry</msn:type><live:type>blogentry</live:type><live:typelabel>Blog entry</live:typelabel><wfw:commentRss>http://arthistoriangerpec.spaces.live.com/blog/cns!9B3BD5A6C445A2B9!607/comments/feed.rss</wfw:commentRss><wfw:comment>http://arthistoriangerpec.spaces.live.com/Blog/cns!9B3BD5A6C445A2B9!607.entry#comment</wfw:comment><dcterms:modified>2008-03-24T21:51:12Z</dcterms:modified></item><item><title>LA TERRA DEI BARBARI: E' FORSE L' ITALIA ODIERNA?</title><link>http://arthistoriangerpec.spaces.live.com/Blog/cns!9B3BD5A6C445A2B9!604.entry</link><description>&lt;div&gt;&lt;font color="#7030a0"&gt;&lt;font size=4&gt;LA VERA TERRA DEI BARBARI NON E' QUELLA CHE NON HA MAI CONOSCIUTO L'ARTE, MA QUELLA CHE, DISSEMINATA DI CAPOLAVORI, NON SA NE' APPREZZARLI NE' CONSERVARLI &lt;/font&gt;&lt;font size=2&gt;(Marcel Proust)&lt;/font&gt;&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://c.services.spaces.live.com/CollectionWebService/c.gif?cid=-7260975061970607431&amp;page=RSS%3a+LA+TERRA+DEI+BARBARI%3a+E'+FORSE+L'+ITALIA+ODIERNA%3f&amp;referrer=" width="1px" height="1px" border="0" alt=""&gt;&lt;img style="position:absolute" alt="" width="0px" height="0px" src="http://c.live.com/c.gif?NC=31263&amp;amp;NA=1149&amp;amp;PI=73329&amp;amp;RF=&amp;amp;DI=3919&amp;amp;PS=85545&amp;amp;TP=arthistoriangerpec.spaces.live.com&amp;amp;GT1=arthistoriangerpec"&gt;</description><comments>http://arthistoriangerpec.spaces.live.com/Blog/cns!9B3BD5A6C445A2B9!604.entry#comment</comments><guid isPermaLink="true">http://arthistoriangerpec.spaces.live.com/Blog/cns!9B3BD5A6C445A2B9!604.entry</guid><pubDate>Fri, 21 Mar 2008 21:49:11 GMT</pubDate><slash:comments>2</slash:comments><msn:type>blogentry</msn:type><live:type>blogentry</live:type><live:typelabel>Blog entry</live:typelabel><wfw:commentRss>http://arthistoriangerpec.spaces.live.com/blog/cns!9B3BD5A6C445A2B9!604/comments/feed.rss</wfw:commentRss><wfw:comment>http://arthistoriangerpec.spaces.live.com/Blog/cns!9B3BD5A6C445A2B9!604.entry#comment</wfw:comment><dcterms:modified>2008-03-21T21:49:11Z</dcterms:modified></item><item><title>UN TESTO PER RIFLETTERE: CULTURA E AMORE</title><link>http://arthistoriangerpec.spaces.live.com/Blog/cns!9B3BD5A6C445A2B9!598.entry</link><description>&lt;div&gt;
&lt;p style="margin:0cm 0cm 0pt;text-align:center" align=center&gt;&lt;span style="font-size:14pt"&gt;&lt;font color="#000000"&gt;&lt;font face="Times New Roman"&gt;Un testo per riflettere…&lt;/font&gt;&lt;/font&gt;&lt;/span&gt;
&lt;p style="margin:0cm 0cm 0pt;text-align:center" align=center&gt;&lt;span style="font-size:14pt"&gt;&lt;font face="Times New Roman" color="#000000"&gt; &lt;/font&gt;&lt;/span&gt;
&lt;p style="margin:0cm 0cm 0pt;text-align:center" align=center&gt;&lt;span style="font-size:14pt;color:red"&gt;&lt;font face="Times New Roman"&gt;&lt;font size=5&gt;CULTURA E AMORE…&lt;/font&gt;&lt;/font&gt;&lt;/span&gt;
&lt;p style="margin:0cm 0cm 0pt;text-align:justify"&gt;&lt;span style="font-size:14pt"&gt;&lt;font face="Times New Roman" color="#000000"&gt; &lt;/font&gt;&lt;/span&gt;
&lt;p style="margin:0cm 0cm 0pt;text-align:justify"&gt;&lt;font color="#000000"&gt;&lt;font face="Times New Roman"&gt;&lt;span style="font-size:14pt"&gt;MAI NESSUNA CATTIVERIA&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:14pt"&gt; POTRA’ FERIRCI O SCALFIRE LA NOSTRA VITA PERCHE’ LA FORZA DELLA CULTURA E DELL’INTELLIGENZA NESSUNO LA POTRA’ DISTRUGGERE. INOLTRE IL DOLORE SARA’ SEMPRE SOPPORTABILE SE DENTRO DI NOI CI SARA’ AMORE. AMARE A VOLTE E’ ANCHE SOFFRIRE, CERTI CHE IL DOLORE SARA’ LA PREMESSA PER UNA GIOIA PIU’ VERA E AUTENTICA. ANCHE NEI MOMENTI PIU’ BUI, QUANDO TUTTO INTORNO A NOI SEMBRA CROLLARE E TRAVOLGERCI, LA CULTURA, LA SPERANZA, LA RIFLESSIONE INTORNO A NOI STESSI, DENTRO NOI STESSI, CI DARA’ LA FORZA PER REAGIRE, PER SCARDINARE LE CATENE DELL’ODIO E QUELLE DELLA BIECA INCOMPRENSIONE DEGLI IGNORANTI E DEI PETTEGOLI. NESSUNO POTRA’ MAI TOGLIERCI I MOMENTI DI ETERNITA’ CHE SI ACQUISTANO E MANIFESTANO ATTRAVERSO L’AMORE E LA CULTURA. SONO, QUESTI, I VERI VALORI A CUI DOBBIAMO FARE RIFERIMENTO COSTANTEMENTE NELLA NOSTRA VITA E CHE CI DANNO IL SENSO DELLA LIBERTA’, QUELLA LIBERTA’ TANTO RICERCATA E COLTIVATA E TROVATA DA CHI SOLO SA AMARE E VEDERE IL MONDO CON GLI OCCHI DEL CUORE. E GLI OCCHI DEL CUORE SONO QUELLI CHE CI FANNO VEDERE IL RIVERBERO SCINTILLANTE DI UN’ALBA NUOVA DOVE UN NUOVO SOLE ACCENDE L’ORIZZONTE DI LUCE E DI COLORI: E’ L’ORIZZONTE CHE CI PERMETTE DI SCRUTARE LONTANO, AL DI LA’ DEL TEMPO E DELLO SPAZIO, AL DI LA’ DELLA SOFFERENZA, AL DI LA’ DELLE NOSTRE ANGOSCE E CHE CI DA’ IL SENSO DELLA PIENEZZA DELLA VITA, CHE VA SEMPRE VISSUTA FINO IN FONDO, CON DIGNITA’ E CORAGGIO. CERCHIAMO DENTRO DI NOI QUESTA LUCE, QUESTO SOLE, QUESTA SPERANZA, GUARDIAMO INTORNO A NOI LE COSE BELLE. NON DOBBIAMO AVERE PAURA E DIFFIDENZA VERSO CHI CI AIUTA A CERCARLE CON AMORE E DIGNITA’. &lt;/span&gt;&lt;/font&gt;&lt;/font&gt;
&lt;p style="margin:0cm 0cm 0pt;text-align:right" align=right&gt;&lt;span style="font-size:14pt"&gt;&lt;font color="#000000"&gt;&lt;font face="Times New Roman"&gt;Gerardo Pecci&lt;/font&gt;&lt;/font&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://c.services.spaces.live.com/CollectionWebService/c.gif?cid=-7260975061970607431&amp;page=RSS%3a+UN+TESTO+PER+RIFLETTERE%3a+CULTURA+E+AMORE&amp;referrer=" width="1px" height="1px" border="0" alt=""&gt;&lt;img style="position:absolute" alt="" width="0px" height="0px" src="http://c.live.com/c.gif?NC=31263&amp;amp;NA=1149&amp;amp;PI=73329&amp;amp;RF=&amp;amp;DI=3919&amp;amp;PS=85545&amp;amp;TP=arthistoriangerpec.spaces.live.com&amp;amp;GT1=arthistoriangerpec"&gt;</description><comments>http://arthistoriangerpec.spaces.live.com/Blog/cns!9B3BD5A6C445A2B9!598.entry#comment</comments><guid isPermaLink="true">http://arthistoriangerpec.spaces.live.com/Blog/cns!9B3BD5A6C445A2B9!598.entry</guid><pubDate>Fri, 21 Mar 2008 09:48:29 GMT</pubDate><slash:comments>0</slash:comments><msn:type>blogentry</msn:type><live:type>blogentry</live:type><live:typelabel>Blog entry</live:typelabel><wfw:commentRss>http://arthistoriangerpec.spaces.live.com/blog/cns!9B3BD5A6C445A2B9!598/comments/feed.rss</wfw:commentRss><wfw:comment>http://arthistoriangerpec.spaces.live.com/Blog/cns!9B3BD5A6C445A2B9!598.entry#comment</wfw:comment><dcterms:modified>2008-03-21T09:48:29Z</dcterms:modified></item><item><title>NERA D'AUTO E LA SUA LAND ART</title><link>http://arthistoriangerpec.spaces.live.com/Blog/cns!9B3BD5A6C445A2B9!580.entry</link><description>&lt;div&gt;
&lt;p&gt;&lt;b&gt;&lt;i&gt;&lt;font color="#ff0000" size=7&gt;LAND ART di Nera D'Auto&lt;/font&gt;&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;
&lt;p style="line-height:normal"&gt;&lt;span style="font-size:14pt"&gt;&lt;font color="#ff0000"&gt;TERRA, ARIA, FUOCO E ACQUA NELLA LAND ART DI NERA&lt;a href="http://byfiles.storage.live.com/y1pbHz3zeYhcAmpWCfaXWTgijOPNsJKk7i6kMfOZ2G23w9pdgNx4JXK-QQcW0Fdm5FeZCkjZ2QRWhE" target="_blank"&gt;&lt;img height=127 alt=Borgo22 src="http://byfiles.storage.live.com/y1pbHz3zeYhcAmpWCfaXWTgijOPNsJKk7i6kMfOZ2G23w9pdgNx4JXK-QQcW0Fdm5FeZCkjZ2QRWhE" width=168&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://byfiles.storage.live.com/y1pbHz3zeYhcAnRr9r2Y8RzeCMZP2001MnEKJQh9EJx2hzhadXkrUkQGvm3tw72X68YVn4txja3L7k" target="_blank"&gt;&lt;img height=129 alt=Borgo24 src="http://byfiles.storage.live.com/y1pbHz3zeYhcAnRr9r2Y8RzeCMZP2001MnEKJQh9EJx2hzhadXkrUkQGvm3tw72X68YVn4txja3L7k" width=172&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://byfiles.storage.live.com/y1pbHz3zeYhcAnGnV2383srhwInW1f_Xs2UxTFWwP7_tvfv3RPM5uwrNrSs0PO3GDh5wGwf5cWwIPU" target="_blank"&gt;&lt;img height=126 alt=Pict0254 src="http://byfiles.storage.live.com/y1pbHz3zeYhcAnGnV2383srhwInW1f_Xs2UxTFWwP7_tvfv3RPM5uwrNrSs0PO3GDh5wGwf5cWwIPU" width=169&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://byfiles.storage.live.com/y1pbHz3zeYhcAndrNPDBTIoBd1E7qcPRXAKrf26GEFzr54BnaiR2YaLkopbqXTSt-KK4VmUyRGHUAM" target="_blank"&gt;&lt;img height=128 alt=Pict0276 src="http://byfiles.storage.live.com/y1pbHz3zeYhcAndrNPDBTIoBd1E7qcPRXAKrf26GEFzr54BnaiR2YaLkopbqXTSt-KK4VmUyRGHUAM" width=170&gt;&lt;/a&gt;&lt;/font&gt;&lt;/span&gt;
&lt;p style="line-height:normal"&gt;&lt;span style="font-size:14pt"&gt;&lt;font color="#002060"&gt;Testo critico di Gerardo Pecci&lt;/font&gt;&lt;/span&gt;
&lt;p style="line-height:normal;text-align:justify"&gt;&lt;span style="font-size:14pt"&gt;Nera d’Auto: non solo un nome, ma una donna dalla forte personalità, il cui vulcanismo creativo spesso si pone in deciso contrasto con il mondo e con i “canoni” della nostra società falsa e corrotta, sprecona e infima, dove solo il denaro sembra essere il motore che la fa faticosamente e vorticosamente muovere, senza guardare alla vita e all’arte, che della vita ne è pur sempre lo specchio più vero, anche se a volte appannato dal velo della falsa moralità che tarpa le ali alla fantasia, alla poesia, all’amore, all’eros. Nera ama la propria terra, si batte per il suo riscatto, si batte per la sua conservazione e valorizzazione culturale, sociale ed economica. E lo fa attraverso i mezzi che possiede e padroneggia in maniera impeccabile: con i suoi dipinti, con le sue tele, con le sue “provocazioni artistiche”, con i suoi dubbi e con la sua femminilità. Se è vero che la Land Art nasce negli Stati Uniti d’America negli anni ’60 e ’70 – il termine fu coniato nel 1969 da Gerry Shum – come una costola dell’arte concettuale, è pur vero che Nera promuove una propria  Land Art,  a dimensione  anche onirica e romantica insieme, che ben si fonde con la natura, con le piante,  ossia con gli alberi, con le foglie, con il profilo dei monti e l’azzurro del cielo e del mare. Così i suoi pannelli dorati con i tagli netti e taglienti della tela non sono più soltanto lacerazioni della materia-spazio, ma diventano pura energia creativa; essi sono la dimostrazione visibile, tangibile, vera, concreta e reale, di una concettualità plastico-spaziale e coloristico-pittorica che partendo dalla tradizione la superano, per proporre una dimensione “altra” del mondo, della vita e delle sue contraddizioni, dell’arte, dello spazio non più euclideo, ma ideale e reale insieme. Questo senso dell’arte e dello spazio, del tempo che scorre, dell’eternità, non può trovare paragoni, ad esempio, con l’arte di Fontana o con la spazialità plastica di Burri, perché diverse e nuove sono le premesse di una poetica autonoma e originale quale è quella che ci propone Nera. Qui è l’arte che si fonde e confonde nello spazio della natura e lascia trasparire quello che vi è dietro e dentro il paesaggio, dentro e dietro le piante. E’ un sottile gioco: ironico, ludico e serioso, tragico e drammatico, che filtra tra lo spazio del paesaggio e lo spazio di tele e tagli e buchi che respirano l’aria del tempo e delle cose, l’atmosfera della vita. Pertanto le sue istallazioni sono il segno tangibile di un’arte che respira l’eternità della vita e del mondo, sono immerse in un paesaggio che merita rispetto e attenzione, che va capito a fondo e amato. Nelle sue opere vi è la sinfonia della natura, i suoi tagli nella tela, le sue lacerazioni sono anche valvole di sfogo dei suoni e dei colori della natura e idealmente richiamano l’eco delle parole del Cantico delle Creature di San Francesco. Ma qui le parole non sono umane, ci sono offerte dallo stormire delle fronde, dal sibilo del vento, dal canto egli uccelli, dai passi degli animali che vivono gli spazi e i tempi e i luoghi del paesaggio, della roccia viva e dei colori delle foglie e della scorza degli alberi. Vi è anche il ricordo letterario del panismo dannunziano, della fusione simbiotica tra l’essere e il divenire. Terra, Aria, Fuoco e Acqua sono i sicuri elementi primordiali, ancestrali, a cui Nera fa riferimento e lo fa in maniera discreta, delicata come le carezze di una tenera amante, valorizzando attraverso i “fori” delle tele quello che vi è dietro, ossia lo spirito, l’essenza del  paesaggio naturale, seminascosto dai pannelli, accarezzando con lo sguardo frammenti di un universo che si porge in tutta la sua stupefacente grandezza. Il senso della Land Art di Nera va a ricostruirsi in un puzzle che vuole fortemente ricondurci alla ricomposizione della nostra stessa frammentata vita, per osservarla in modi sempre nuovi e diversi, da punti di vista e angolazioni inusuali e sorprendenti. Land Art come riscoperta del mondo, come riappropriazione di una dimensione umana per questo nostro alienato vivere, per ricomporre la vita, e il paesaggio che la contiene, nella sua integrità e dignità attraverso atomi di colore e di luce che si propongono come la strada maestra da ripercorrere per raggiungere l’essenza della vita, attraverso l’eterno gioco dei sentimenti che albergano nella vera arte. E’ un gioco di rimandi, è la magia dell’arte: vedere e saper vedere, guardare e saper guardare, immaginare e proporre una nuova via dell’arte per un nuovo sguardo, per un nuovo modo di osservare e rispettare il mondo e la natura in cui siamo nati e in cui viviamo. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://c.services.spaces.live.com/CollectionWebService/c.gif?cid=-7260975061970607431&amp;page=RSS%3a+NERA+D'AUTO+E+LA+SUA+LAND+ART&amp;referrer=" width="1px" height="1px" border="0" alt=""&gt;&lt;img style="position:absolute" alt="" width="0px" height="0px" src="http://c.live.com/c.gif?NC=31263&amp;amp;NA=1149&amp;amp;PI=73329&amp;amp;RF=&amp;amp;DI=3919&amp;amp;PS=85545&amp;amp;TP=arthistoriangerpec.spaces.live.com&amp;amp;GT1=arthistoriangerpec"&gt;</description><comments>http://arthistoriangerpec.spaces.live.com/Blog/cns!9B3BD5A6C445A2B9!580.entry#comment</comments><guid isPermaLink="true">http://arthistoriangerpec.spaces.live.com/Blog/cns!9B3BD5A6C445A2B9!580.entry</guid><pubDate>Wed, 12 Mar 2008 10:42:37 GMT</pubDate><slash:comments>0</slash:comments><msn:type>blogentry</msn:type><live:type>blogentry</live:type><live:typelabel>Blog entry</live:typelabel><wfw:commentRss>http://arthistoriangerpec.spaces.live.com/blog/cns!9B3BD5A6C445A2B9!580/comments/feed.rss</wfw:commentRss><wfw:comment>http://arthistoriangerpec.spaces.live.com/Blog/cns!9B3BD5A6C445A2B9!580.entry#comment</wfw:comment><dcterms:modified>2008-03-12T10:42:37Z</dcterms:modified></item><item><title>CARAVAGGIO TRAFUGATO</title><link>http://arthistoriangerpec.spaces.live.com/Blog/cns!9B3BD5A6C445A2B9!575.entry</link><description>&lt;div&gt;&lt;font size=4&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;La “Natività con i Santi Lorenzo e Francesco d’Assisi” già nell’Oratorio di San Lorenzo a Palermo&lt;br&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;di Gerardo Pecci&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;&lt;font size=4&gt;&lt;em&gt;dal sito &lt;/em&gt;&lt;/font&gt;&lt;a href="http://www.informarte.org"&gt;&lt;font size=4&gt;&lt;em&gt;www.informarte.org&lt;/em&gt;&lt;/font&gt;&lt;/a&gt;&lt;br&gt;&lt;br&gt;&lt;font size=3&gt;Nella grande mostra che si svolse al Museo Nazionale di Capodimonte, a Napoli, riguardante gli ultimi quattro anni di vita del grande pittore Michelangelo Merisi da Caravaggio (1571-1610) vi fu una lacerante assenza: un dipinto realizzato a Palermo nell’estate del 1609 dal grande artista lombardo, proveniente da Messina mentre era in fuga disperata da Malta, inseguito da sicari prezzolati da un potente cavaliere dell’Ordine dei Cavalieri di Malta. Si tratta di un’opera a dir poco straordinaria, dipinta per l’Oratorio della Compagnia San Lorenzo a Palermo: è la celeberrima “Natività con i Santi Lorenzo e Francesco di Assisi”. &lt;br&gt;&lt;br&gt;&lt;br&gt;&lt;br&gt;&lt;img alt="Michelangelo Merisi da Caravaggio, &amp;#13;&amp;#10;“Natività coi i Santi Lorenzo e Francesco d’Assisi”, &amp;#13;&amp;#10;già nell’Oratorio di San Lorenzo a Palermo, &amp;#13;&amp;#10;opera trafugata nel 1969 &amp;#13;&amp;#10;" hspace=5 src="http://www.informarte.org/immagini/carnativ.jpg" align=left vspace=5 border=1&gt;All’epoca l’Oratorio di San Lorenzo a Palermo era passato alla Venerabile Compagnia di San Francesco, il che spiega la presenza nel dipinto anche di San Francesco di Assisi accanto a San Lorenzo. Sciaguratamente l’opera, per ordine di un capo della mafia siciliana, fu trafugata nella notte tra il 17 e il 18 ottobre 1969 e a tutt’oggi risulta irrecuperata. Il distacco del dipinto avvenne con il taglio della tela lungo i bordi della cornice con una comune lametta da barba. La tela poi fu piegata (o arrotolata) per facilitarne il trasporto, come ha spiegato uno degli autori del furto, il “pentito” Francesco Marino Mannoia, che si è però ben guardato dal rivelare alle autorità il nome di colui che ordinò il sacrilego furto e, naturalmente, di chi lo possiede. In quell’occasione, complice un furioso temporale notturno sul capoluogo siciliano, come da perfetto copione omertoso, nessuno vide né sentì nulla. Da quel momento la preziosa opera del Caravaggio si eclissò tra le buie stanze di una tentacolare mafia sempre più potente, pericolosa, corrotta e arrogante. Ma data la celebrità dell’opera d’arte si spiega anche il fatto che finora non è ancora riemersa sul mercato dei falsi mercanti d’arte e dei ricettatori senza scrupoli e senza dignità.&lt;br&gt;Nel 1980 vi fu poi la nota vicenda del giornalista inglese Peter Watson che, a proprio dire, riuscì a rintracciare (?) il dipinto del Caravaggio a Laviano, in provincia di Salerno. Egli si spacciò per un mercante di opere d’arte e fissò un incontro con i ricettatori del caravaggio palermitano per la sera del 23 novembre 1980. Ma l’incontro non avvenne mai perché quella stessa sera avvenne il tragico sisma che sconvolse la Basilicata e la Campania. Non sappiamo però se quanto attestato da Watson corrisponda a verità o meno. La “Natività” di Palermo non sappiamo dove si trova, forse ancora nelle mani di qualche infame mafioso. Fino a quando? Ci auguriamo che non sia così stupido da distruggerla. Speriamo che le Forze dell’Ordine possano rintracciarla quanto prima e restituirla al patrimonio culturale e sacro, strappandola per sempre all’egoismo gretto e sterile di chi l’ha sfregiata in modo così criminoso. &lt;br&gt;Nel 1672 il Bellori, sulle tracce del Caravaggio, fu a Palermo, vide il dipinto nell’Oratorio di San Lorenzo e scrisse che “Di Messina si trasferì [il Caravaggio] a Palermo, dove […] fece un’altra Natività; la Vergine che contempla il nato Bambino, con San Francesco, e San Lorenzo, vi è San Giuseppe a sedere, e un Angelo in aria, diffondendosi nella notte i lumi fra l’ombre.” Ed è proprio a partire dalle opere maltesi e siciliane che la pittura del Caravaggio diventa estremamente essenziale. La posa dell’Angelo, sospeso a mezz’aria in una dimensione senza tempo e priva di spazio, ricorda naturalmente quello dipinto a Napoli nelle “Opere di Misericordia”; la modella che qui incarna la Madonna sembra essere la stessa nella “Resurrezione di Lazzaro” del Museo Regionale di Messina e la tragica figura della “Sant’Orsola trafitta dal Tiranno”. Sono echi di una continuità visiva che si rifà a modelli viventi ben noti all’artista. Ma quello che è straordinario e “stravolgente” nel dipinto è il senso della quotidianità del sacro; è la solennità quotidiana della vita che per esempio affiora nella figura della Madonna che ha appena deposto il nudo Bambino sulla paglia, protetto da un panno che lo separa dal freddo pavimento, oppure negli sguardi malinconici dei due Santi rivolti verso Gesù. La stessa Madonna è stanca dopo aver allattato. Nello stesso tempo Caravaggio ha esasperato luministicamente la scena, stravolgendo la stessa raffigurazione spaziale delle figure e dell’ambiente in cui sono inserite, avviandosi in questo modo verso l’irreversibile cammino della riduzione luministica, tipica delle sue ultime opere. Ma vi è di più. Michelangelo Merisi in quest’opera supera la rigida “gerarchia” dei generi pittorici, pur sempre vincolati a contenuti e soggetti storici. Il suo sguardo è libero da schematismi ideologici di qualsiasi natura, politica o religiosa. Così la pittura “di storia”, tanto cara alla letteratura artistica del periodo, ha senso nel momento in cui l’ evento storico coincide con la realtà, con il mondo reale, con la naturalità delle cose. Infatti, Caravaggio cerca di immaginare la propria visione della “Natività” decontestualizzando storicamente e spiazzando iconograficamente gli stereotipi visivi della tradizione pittorica su questo tema religioso così profondamente e intimamente drammatico, reimmaginando questo avvenimento evangelico attraverso una propria e autonoma visione, viva e reale. Ecco che le sue Madonne sono umili figure di popolane e le Maddalene lo sono in egual misura, così come pure i Santi e i pastori. La sua scelta iconografica è fondata sulla “realtà effettuale” delle cose, “machiavellicamente” intesa direi, ma mai sulle gerarchie iconografiche tradizionali, così lontane dal proprio mondo e dalla propria sensibilità artistica e religiosa. &lt;br&gt;La religiosità di Caravaggio è intima, profonda, legata al senso doloroso della vita: è la stessa vita che viene tradotta in pittura; è la religiosità affannata che emerge dal mondo dei poveri e degli emarginati di Napoli, di Malta, di Messina o di Palermo. I personaggi religiosi ritratti dal Merisi sono spesso modelli e modelle vivi e tragici, disfatti ed eroici nello stesso tempo. Si tratta di un’infima e anonima fetta di umanità in posa davanti allo sguardo spietato e lucidamente disperato di un artista che è empaticamente vicino al mondo dei “vinti” che forse aspettano (o forse pregano soltanto?) una grazia da Dio, come quella che lo stesso pittore aspettava dal papa come perdono, e quindi riabilitazione totale, per il peccato di omicidio commesso a Roma in un cruento, inconsulto e accecante scatto d’irrefrenabile ira. Anche le pennellate delle sue ultime tele sembrano essere veloci e “furiose”, essenziali e ansiose: testimoniano l’irruenza e la disperata materializzazione di fantasmi di un’esistenza affannata, così come affannati sono i colpi di luce vividi, essenziali e lividi, che il pennello dell’artista ha lasciato sulle sue tele in maniera cromaticamente drammatica. Nelle opere relative agli ultimissimi anni di vita ci sono spesso veloci striature di colore che, quasi fossero gocce di sangue raggrumato, sottolineano il senso estremo della vita che lascia il mondo. Caravaggio firma il proprio nome in un rivolo sanguigno nella cruenta “Decollazione del Battista” dipinta a Malta e spesso il proprio autoritratto compare nelle scene sacre più cruente, a testimonianza dell’attualità dei drammi che si stanno consumando sotto i propri occhi.&lt;br&gt;&lt;img alt="Il vuoto lasciato dall'opera trafugata nel 1969" hspace=5 src="http://www.informarte.org/immagini/vuoto.jpg" align=left vspace=5 border=1&gt;La critica ha discusso anche in merito alla “ferialità” presente nelle opere caravaggesche. Nella “Natività” palermitana vi è San Giuseppe che volge le spalle a noi spettatori perché impegnato in un dialogo con un personaggio che è accanto a San Francesco, così come la Madonna è assorta in malinconica contemplazione del proprio Bambino, quasi in una sorta di meditazione o veglia “funebre” che prefigura la morte di Gesù. Non dimentichiamo che proprio in tal senso va letta anche l’ “Adorazione dei Pastori” dipinta poco prima per l’altare maggiore della chiesa dei cappuccini di Santa Maria della Concezione a Messina in cui emerge molto chiaramente il tema, caro ai francescani cappuccini, della “Natività dolente”. Anche la figura dell’Angelo planante ricorda straordinariamente quello napoletano per la chiesa del Pio Monte della Misericordia. Ma quest’angelo palermitano è più legato a una certa retorica “classicheggiante”, con il cartiglio svolazzante che invita noi tutti a rendere gloria a Dio. Eppure nessuno fa caso alla sua presenza: non uno sguardo è rivolto verso di lui dai personaggi presenti. Solo noi spettatori ne percepiamo la presenza fisica, solo noi lo vediamo, mentre con l’indice della mano destra rivolto verso il Cielo ci ricorda che dobbiamo glorificare l’Altissimo che ci ha donato il proprio Figlio per la nostra redenzione. Si tratta di un quadro che rientra in un’ottica devozionale più vicina alla sensibilità dei committenti, anche se emerge prepotentemente, sempre e comunque, la propria sofferta interpretazione del tema sacro. Non dobbiamo dimenticare, inoltre, quello che Zuccari rimproverò al Caravaggio per la “Vocazione di San Matteo” in San Luigi dei Francesi a Roma e cioè la visione feriale e di pura cronaca presente nell’opera. Ma ciò è valido per la stragrande maggioranza delle rappresentazioni pittoriche di soggetto religioso dipinte dal Caravaggio. Come ho già accennato, la pittura sacra del Merisi, cioè quella avente come temi iconografici la storia della redenzione, contrastava con quella devozionale allora in voga. Per il grande pittore lombardo la salvezza è racchiusa nell’incontro tra il divino e l’umano, ma in una dimensione in cui l’historia diviene cronaca vera, viva, naturalmente concreta e tangibile. Lo constatiamo nella immediatezza dei volti, nelle accentuate fisionomie tratte dalla povera umanità di strada quale era quella che si poteva allora incontrare nei bui vicoli della Napoli spagnola o nelle assolate, desolate e aride terre del Mezzogiorno, dalla Campania alla Calabria, dalla Sicilia a Malta. Si tratta, in un certo senso, di una pittura “eversiva” che volontariamente tendeva a ignorare e a confliggere con i canoni pietistici e devozionali consigliati, o imposti, dalla pastorale cattolica successiva al Concilio di Trento in merito all’uso sociale delle immagini religiose. Eppure nelle opere caravaggesche emerge una prepotente religiosità che va ben oltre quanto imposto, in modo meccanico e ripetitivo, dalle gerarchie cattoliche tant’è che molte sue opere sono ancora al proprio posto sugli altari per i quali furono commissionate. Il che dimostra che il pittore era, anche se a modo suo, in linea con una buona parte della sensibilità religiosa del proprio tempo. Il fatto di avere dalla sua parte eminenti personaggi dell’alto clero la dice lunga sulla protezione di cui godeva in ambito ecclesiastico, e sul riconoscimento della propria grandezza artistica, nonostante avesse commesso un delitto. E non è cosa da poco. Tuttavia, a mio avviso, sono ancora lontani i tempi in cui potremo dire di aver capito pienamente la religiosità di Caravaggio. E’ probabile che non lo sapremo mai; sappiamo, invece, che con lui la storia dell’arte sacra forse ha raggiunto un vertice che non è stato mai superato da alcun artista successivo.&lt;br&gt;&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://c.services.spaces.live.com/CollectionWebService/c.gif?cid=-7260975061970607431&amp;page=RSS%3a+CARAVAGGIO+TRAFUGATO&amp;referrer=" width="1px" height="1px" border="0" alt=""&gt;&lt;img style="position:absolute" alt="" width="0px" height="0px" src="http://c.live.com/c.gif?NC=31263&amp;amp;NA=1149&amp;amp;PI=73329&amp;amp;RF=&amp;amp;DI=3919&amp;amp;PS=85545&amp;amp;TP=arthistoriangerpec.spaces.live.com&amp;amp;GT1=arthistoriangerpec"&gt;</description><comments>http://arthistoriangerpec.spaces.live.com/Blog/cns!9B3BD5A6C445A2B9!575.entry#comment</comments><guid isPermaLink="true">http://arthistoriangerpec.spaces.live.com/Blog/cns!9B3BD5A6C445A2B9!575.entry</guid><pubDate>Sun, 09 Mar 2008 22:14:03 GMT</pubDate><slash:comments>0</slash:comments><msn:type>blogentry</msn:type><live:type>blogentry</live:type><live:typelabel>Blog entry</live:typelabel><wfw:commentRss>http://arthistoriangerpec.spaces.live.com/blog/cns!9B3BD5A6C445A2B9!575/comments/feed.rss</wfw:commentRss><wfw:comment>http://arthistoriangerpec.spaces.live.com/Blog/cns!9B3BD5A6C445A2B9!575.entry#comment</wfw:comment><dcterms:modified>2008-03-09T22:14:03Z</dcterms:modified></item><item><title>La formazione degli insegnanti di storia dell'arte</title><link>http://arthistoriangerpec.spaces.live.com/Blog/cns!9B3BD5A6C445A2B9!421.entry</link><description>&lt;div&gt;&lt;font size=4&gt;&lt;font color="#ff0000"&gt;&lt;span&gt;&lt;b&gt;La formazione degli insegnanti di storia dell'arte&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;br&gt;&lt;/font&gt;&lt;/font&gt;&lt;span&gt;&lt;i&gt;27-03-2006&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;br&gt;&lt;span&gt;&lt;i&gt;&lt;font size=3&gt;&lt;strong&gt;Gerardo Pecci&lt;/strong&gt;, dal sito &lt;/font&gt;&lt;a href="http://www.patrimoniosos.it"&gt;&lt;font size=3&gt;www.patrimoniosos.it&lt;/font&gt;&lt;/a&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;br&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;&lt;font size=3&gt;Il Consiglio Direttivo della Consulta Universitaria Nazionale per la Storia&lt;br&gt;dell'Arte ha preso una giusta e ferma posizione in ordine alla ventilata ipotesi di&lt;br&gt;attribuzione alle Accademie di Belle Arti della laurea magistrale per l'insegnamento&lt;br&gt;della Storia dell'Arte (Classe di concorso A061 - 61/A) negli istituti di&lt;br&gt;istruzione secondaria di secondo grado. Il documento, trasmesso al CUN, alla CRUI e&lt;br&gt;alla Conferenza dei Presidi di Lettere, ribadisce con argomentazioni serie e&lt;br&gt;ineccepibili, la necessità che la formazione degli insegnanti di storia dell'arte&lt;br&gt;avvenga esclusivamente nell'ambito delle Facoltà di Lettere delle Università e non&lt;br&gt;anche presso le Accademie di Belle Arti. I quattro punti in cui esso si articola&lt;br&gt;sono la testimonianza di un'attenzione critica e pedagogico-didattica che mette in&lt;br&gt;rilievo la necessità di una solida formazione umanistico-letteraria e&lt;br&gt;storico-artistica per chiunque intenda insegnare una disciplina complessa quale è la&lt;br&gt;storia dell'arte, sia nella sua ampiezza diacronica (dall'antichità ad oggi), sia&lt;br&gt;sotto il profilo metodologico. Oggi i docenti di storia dell'arte nella scuola&lt;br&gt;secondaria di secondo grado, nei licei artistici, nei licei classici negli istituti&lt;br&gt;d'arte e in quelli professionali, provengono da formazioni universitarie diverse,&lt;br&gt;dalle facoltà di lettere e dalle facoltà di architettura. E la formazione di ogni&lt;br&gt;docente è naturalmente orientata e improntata a seconda del piano degli studi&lt;br&gt;seguito durante la propria formazione accademica. I risultati di tale eterogeneità&lt;br&gt;si evidenziano, poi, nella reale e quotidiana prassi dell'insegnamento, della&lt;br&gt;diversità degli approcci metodologico-didattici e negli orientamenti verso una&lt;br&gt;&amp;quot;branca&amp;quot; della disciplina (pittura, architettura o scultura). Mi è capitato alcune&lt;br&gt;volte di incontrare colleghi architetti che non hanno una buona formazione&lt;br&gt;riguardante, per esempio, la pittura o la scultura